Primavera Fidentina

"Il gruppo civico al servizio della gente …"

15 aprile 2018
di Giovanna Galli
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Anche Via Bacchini è nel centro storico – parola di Franco Ampollini, titolare della storica erboristeria

Proseguendo  il nostro cammino di ascolto dei nostri concittadini che vivono nel centro storico di Fidenza siamo andati ad intervistare Ampollini Franco, il mitico “Franchino”.  E’ sicuramente un Fidentino doc: sportivo praticante, componente da anni della Corale San Donnino e residente dalla nascita nel centro storico.

Diplomato in Erboristeria presso l’Università di Urbino da trent’anni gestisce con grande competenza e professionalità  la sua erboristeria in Via Bacchini. Ed è proprio lì che lo andiamo a trovare.

Quando gli chiediamo le sue idee per rivitalizzare il centro storico lo sentiamo abbastanza amareggiato.

“Il centro storico – precisa – non è solo piazza Garibaldi ma va ben oltre. Per quelli dell’Amministrazione il centro si limita alle due piazze che  circondano il municipio”.

“Noi commercianti di questa zona siamo molto trascurati. Anni fa ci hanno chiesto un contributo per il trenino che attraversava le vie della città ma che alla fine da noi non è mai passato”

In questi giorni è stato lanciato l’iniziativa “Fai la spesa a Fidenza  … e vinci New York ” un concorso che premia i clienti dei negozi fidentini ma da noi non hanno nemmeno portato una locandina. Via Bacchini viene sempre esclusa dalle iniziative. Non va dimenticato che la Via Francigena passava da lì”.

“Le bancarelle vengono sistemate lungo tutta via Gramsci dove dal Bar Diana in poi non c’è alcun negozio.”

“A proposito di bancarelle – aggiunge – occorre tener conto che iniziative come il Mercato di Forte dei Marmi o lo Street Food danneggiano non poco gli esercenti fidentini”,

Poi fa un’osservazione interessante: “La vita economica di Fidenza – dice – si svolge per lo più all’Outlet e c’è un pulmino che gratuitamente trasporta lì le persone. Da noi, invece,  non ci sono nemmeno i parcheggi.”

“A cosa serve – si chiede – la prima mezzora gratuita? I parcheggi devono essere gratuiti  e non a pagamento. L’unico parcheggio libero era in Via XX settembre ma adesso hanno messo le righe blu anche lì”.

“Fidenza è diventata un paese di vecchi e mancano iniziative per i giovani. Prima c’erano due o tre locali da ballo ma adesso sono tutti chiusi e i giovani devono andare fuori città”

“Quasi tutto viene fatto a favore dei commercianti che vengono da fuori. Pensiamo per esempio alle bancarelle. Quando ci sono i nostri commercianti non lavorano.”

Ma tu cosa ti senti di proporre?

“Andrebbero aumentati i concerti anche se da un punto di vista culturale le iniziative fatte mi stanno bene. Ma la crisi c’è e i negozi sono tutti destinati a chiudere”.

“Ci tengo ad insistere sul fatto che Via Bacchini è trascurata. Faccio un altro esempio. Avevamo pagato le luci di Natale che gli addetti del Comune sono venuti a montare. L’anno dopo le luci sono sparite e non le abbiamo più viste”.

“Alla fine – afferma –  mi sento di dire che c’è bisogno di coinvolgere di più tutti. Suggerimento che sinceramente condividiamo.

Primavera Fidentina

Giovanna Galli e Ivan Dodi

9 aprile 2018
di Giovanna Galli
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Lettera aperta al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale per richiedere di integrare i nomi di alcune vie di Fidenza con i vecchi nomi dialettali

                                                                                Fidenza, 09/04/2018

 Al  Sindaco del Comune di Fidenza

Al  Presidente del Consiglio comunale di  Fidenza

Quando abbiamo intervistato la nostra Claretta ci ha incantati parlando del nostro dialetto e delle tradizioni che con esso si tramandano.

Tra le varie proposte ascoltate abbiamo subito condiviso il suo sogno: associare ai nomi di alcune vie del centro storico i vecchi nomi dialettali che venivano usati in passato e con i quali sono ancora oggi conosciuti. Non si tratta certo di tradurre in dialetto i nomi di tutte le strade ma solo di quelle più significative. Pensiamo ad esempio a Via Frate Gherardo e Viale Romagnosi più conosciuti come Trâj äd San Pédar o Vicolo Biondi detto Burghén Schivädebit.

Sappiamo che il progetto è stato realizzato nel Comune di San Giovanni in Persiceto grazie all’impegno del  Dott, Roberto Serra, uno degli 11 saggi del “Comitato scientifico per la salvaguardia, la valorizzazione e la trasmissione dei dialetti dell’Emilia-Romagna di cui alla Legge Regionale 18 luglio 2014 n. 16 art. 5”) . Serra è riuscito a convincere la sua amministrazione a presentare un piano per la realizzazione di una città bilingue ed è stato premiato dalla Regione Emilia Romagna che ha finanziato l’opera.

Riteniamo che questa proposta si inserisca perfettamente nel nostro progetto di rivitalizzazione del centro storico e, pertanto, noi l’appoggiamo in toto.

Sia chiaro che non pensiamo a una traduzione letteraria dello stradario fidentino ma ad un numero circoscritto di strade del centro storico che elenchiamo:

  • Bûrgh Marâs
  • Burghén Schivädebit
  • Burghén del Tre Merdi
  • Burgh a-Scür
  • Burägh Ciär
  • Burghén äd Mättioli
  • Burghén äd Longhi
  • Burghén del Numr Ott
  • Cuntrè Mùssa
  • Burghén äd la Spagna
  • Burghén äd j’Ebrei
  • Burghén del Teatar
  • Füga äd la Ròcca
  • Füga äd l’Udžana
  • Strè di Frè
  • Vultón del Simiteri
  • Vultón del Dôm
  • Trâj äd San Pédar
  • Trâj äd San Michêl
  • Trâj a Mèždé
  • Trâj a Nòtta
  • Trâj a Mäten’na

Il Comune dovrebbe aggiungere ai nominativi di queste strade le vecchie diciture contribuendo così a tramandare parte delle tradizioni del passato e tutto questo sarebbe praticamente a costo zero perché sarebbe finanziato dalla Regione.

Sappiamo che altri gruppi dell’opposizione si stanno muovendo per la realizzazione di questo progetto  ma, pur condividendo nella sostanza tale posizione desideriamo fare una scelta “civica”.

Riteniamo che questi non siano temi da battaglia politica ma scelte a favore di tutta la cittadinanza indipendentemente dal colore politico.

Conosciamo la vostra disponibilità verso iniziative che coinvolgono la città e speriamo vivamente che questa nostra richiesta venga esaudita.

Cordialmente

                                       Giovanna Galli

                                   Primavera fidentina

1 aprile 2018
di Giovanna Galli
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Dall’Associazione Terzo Tempo ci arriva un grande inno alla vita e all’amicizia

Il volontariato è una risorsa importantissima, rappresenta  il cuore della nostra città e nel nostro progetto di rivitalizzazione del nostro centro storico abbiamo deciso di lasciare uno spazio del sito in cui ospitare  le associazioni del nostro territorio.

Ogni mese ne incontreremo una e la presenteremo ai nostri lettori.

Noi riteniamo che in questo periodo ci sia molto bisogno di conoscere esempi positivi, di persone che hanno deciso di mettersi in gioco offrendo generosamente alla collettività il proprio tempo e le proprie energie.

Iniziamo oggi questo percorso con l’ intervista che abbiamo fatto a Lorenzo e Daria dell’Associazione Terzo Tempo.

Premetto dicendo che incontrare questa coppia è stato per me un momento molto toccante. Conoscevo Daria, per la sua iperattività ma sinceramente sono stata colpita da Lorenzo. E’ un uomo davvero eccezionale: intelligente, attento, di poche parole  ma simpatico e ironico. Amato come pochi è circondato dall’  affetto di tutta la sua famiglia e di tanti amici.  Ha una moglie straordinaria che riesce a coinvolgerlo in tutto e due figli che lo adorano e che se lo contendono con amore.

E’ nato a Fidenza nel 1974, è sposato con Daria con la quale ha avuto due dolcissimi figli: Pietro ed Emma.

La grande passione di Lorenzo era il rugby e proprio nel corso di una partita durante una mischia ha subito un grave infortunio che lo ha reso tetraplegico. Da questo vero e proprio tsunami che ha sconvolto la sua vita gli amici si sono sentiti coinvolti e per aiutare lui e la sua  famiglia hanno deciso di creare un’Associazione che hanno chiamato “Terzo Tempo per Lorenzo”.

Nome certamente non scelto a caso in quanto richiama alla mente il momento che si vive nel rugby quando alla fine di ogni partita i giocatori che sul campo si sono fronteggiati con durezza con le rispettive tifoserie si ritrovano tutti insieme a tavola con amicizia e sportività.

Anche oggi Lorenzo ha una grande  passione per il rugby e sul suo account di Facebook ha scritto “”Il rugby e` una voce del verbo dare. A ogni allenamento, a ogni partita, a ogni placcaggio, a ogni sostegno, dai un po` di te stesso. Prima o poi qualcosa ti tornerà indietro.”

Un’altra sua grande passione è la corsa delle slot car sulle piste elettriche. Lorenzo ha partecipato a molte gare vincendone diverse.

L’Associazione si prefigge di sensibilizzare le istituzioni e i cittadini verso le tematiche dello sport come momento aggregativo e con attenzione alla prevenzione degli infortuni.

Attualmente oltre al sostegno morale ed economico di Lorenzo e della sua famiglia l’Associazione è impegnata per sensibilizzare sulla disabilità e opera  per aiutare persone che vivono in queste condizioni.

Il gruppo è molto attivo e ha realizzato molte iniziative. Sarebbe impossibile elencarle tutte. Ne cito alcune: la dotazione di uno spirometro portatile e di una pompa a siringa per la pediatria di Vaio,  l’acquisto di libri  alla libreria Giunti per le casa famiglia di Fidenza e dintorni, il finanziamento di un ciclo di terapie fisiatriche per i malati di Parkinson curato dalla Fisioterapia del Distretto di Vaio  e in  questo periodo è in corso d’opera la donazione di due pompe a siringa per dosare i farmaci per il reparto di Medicina d’urgenza.

I soci sono presenti in molte  manifestazioni attraverso bancarelle in cui mettono in vendita vari gadget (magliette, cappellini, …) dell’associazione.

Un grosso impegno per loro è rappresentato dall’organizzazione degli “Sfidabili” – una sorta di paraolimpiadi locali che quest’anno è arrivata alla quinta edizione.

“Sabato 19 maggio, a partire dalle 14.30, il Palasport “Luigi Pratizzoli” di Fidenza si animerà: associazioni sportive di atleti disabili daranno vita ad esibizioni e competizioni di vario genere (basket, tiro a segno, slot cars, tiro con l’arco, handbike, danza…). Quest’anno il momento centrale della manifestazione sarà la presentazione e premiazione dei giochi ideati dalle scuole che hanno partecipato al concorso “Tuttingioco”.

Ci sarà inoltre, come ormai tradizione, lo spazio per le sfide: ognuno avrà la possibilità di cimentarsi personalmente nei vari sport, sperimentandoli “nei panni” di un disabile, scoprendo le difficoltà, ma anche le potenzialità competitive che riservano.

Durante le manifestazioni sportive e nel corso della serata si svolgerà anche il nostro terzo tempo, quello della convivialità e della festa, con esibizioni di gruppi musicali e cibo per tutti.”

Ammirevole è l’impegno di Lorenzo e Daria che incontrano classi scolastiche e associazioni a cui portano la loro testimonianza.

I soci che definirei piuttosto amici li accompagnano ovunque in tutte le manifestazioni sportive ed eventi  musicali rendendo più che mai vero il motto del gruppo  “nulla è vietato a chi vive in grande”.

L’Associazione è una associazione benefica no profit, senza fini di lucro. Il suo Presidente è Mirko Loreni e la vice presidente è Silvia Bontempi. I soci iscritti sono un centinaio ma quelli che più si impegnano sono circa una ventina.

In questi giorni è partita la campagna di tesseramento che durerà fino all’estate. La tessera costa solo dieci euro.

L’Associazione ha sede presso l’abitazione di Lorenzo in Via Bologna n. 4. Il suo indirizzo di posta elettronica è fally74@gmail.com.

Chiunque desideri mandare un contributo può farlo tramite bonifico bancario  intestato a

IBAN IT19L0538765730000001948752

Giovanna Galli

Primavera Fidentina

30 marzo 2018
di Giovanna Galli
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Ipazia martire pagana condannata dall’ingiustizia e dalla coercizione politica e religiosa

Ipazia Alessandrina,  fu una scienziata e filosofa che visse tra la seconda parte del IV sec.  e gli inizi del V secolo in quello che allora era l’impero romano .

Di lei si sa che insegnò al ginnasio di Alessandria d’Egitto , allora retto dal padre Teone a migliaia di ragazzi pagani , cristiani ed ebrei e che probabilmente fu testimone della distruzione della grande biblioteca di Alessandria ( o di quella del Serapeo ) ad opera di fanatici cristiani nel 391.

Nessuno dei suoi studi,  purtroppo, è giunto sino ai giorni nostri , ma da alcuni scritti dei suoi contemporanei , abbiamo appreso che a lei dobbiamo alcune scoperte sensazionali come l’astrolabio ed il goniometro. Sappiamo anche che con circa 1200 anni di anticipo rispetto a Keplero scoprì il moto planetario ad ellisse dei pianeti spiegando in questo modo le variazioni di posizione apparente dei pianeti delle stelle e del sole , preconizzando un sistema planetario eliocentrico e non geocentrico come dimostrato prima di lei da Aristarco e dopo di lei da Galileo Galilei,.

Proprio per essere una donna di scienza, libera di pensiero pagò con la vita il fatto di non essersi mai convertita al trionfante cristianesimo  rimanendo sempre una neoplatonica.  La storia ricorda che  il  vescovo Cirillo ( divenuto in seguito santo e dottore della chiesa ) la considerava una strega e una meretrice e che per ordine suo venne trucidata nel 410 o nel 412  dall’ordine religioso dei Parabolani che la violentarono,  la lapidarono,  la squartarono e la smembrarono,  portando le varie parti del suo corpo in giro per Alessandria facendone così una martire pagana .

Il sacrificio di Ipazia ( caduto per secoli cadde nell’oblio generale ) così come quello di migliaia di donne jazide , kurde , arabe, o delle minoranze cristiane  di tutto il medioriente ,  che ogni giorno combattono contro la protervia di gruppi integralisti islamici  (spesso finanziati dall’occidente o dai loro alleati ) sono da prendere ad esempio non solo dalle donne  ma anche dagli uomini di tutto il mondo contro ogni forma di ingiustizia sociale e di coercizione politica e religiosa .

Proprio per questo ritengo che non sarebbe male che almeno una via o una piazza di tutte le città d’Italia e del mondo e quindi di Fidenza venisse intitolata alla grande scienziata e filosofa alessandrina.

Ivan Dodi

28 marzo 2018
di Giovanna Galli
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L’ex sindaco di Fidenza Giuseppe Cerri ci da qualche suggerimento per rivitalizzare il centro storico

Per capire quali soluzioni possiamo proporre per rivitalizzare il centro storico abbiamo sentito Giuseppe Cerri. Sindaco dal 2004 al 2009, per anni militante nella Dc e poi nella Margherita e nel Pd è certamente un cittadino che conosce bene i problemi di Fidenza.

Il primo punto su cui si sofferma è la piazza della stazione. “Andrebbe utilizzata meglio. Bisognerebbe attuare delle iniziative  nuove per poterla attivare. E’ una risorsa sprecata”.

“Il centro – aggiunge – non è solo il tragitto attorno alla piazza ma va pensato  dalla piazza del Ponte Romano alla Chiesa di San Michele”.

Criticità vengono riscontrate anche nel mercato cittadino che risulta “piuttosto degradato e va ripensato”.  A tal proposito Cerri aggiunge una considerazione che  sentiamo di condividere. “A Fidenza c’è una forte carenza di parcheggi in centro e sarebbe importante che la zona mercato venisse liberata in fretta. Il mercato deve chiudere entro le 13 ma le opere di liberazione del piazzale durano  tre, quattro ore privando il centro di un comodo parcheggio”.

Anche il Centro naturale comunale va ripensato e riprogettato. “E’ un’oasi importante nel centro e occorre rilanciarlo. Le attività commerciali si devono coordinare con le iniziative culturali e gastronomiche. Ampio spazio va dato ai  prodotti locali della nostra zona.  Le attività commerciali devono essere  condivise tra gli esercenti.”

“Anche le Notti bianche che portano a Fidenza tante persone vanno ripensate meglio. I commercianti le devono condividere e sostenere. La condivisione è molto importante  e spesso si ha l’impressione che non ci sia”.

“Occorre incentivare le microattività ma come? Abbiamo un problema di disoccupazione  giovanile ma come fare per incentivare il lavoro dei giovani?. Non è facile rispondere a questi grandi quesiti.

“Molte cose – dice – sono state fatte  ma ho l’impressione che sia mancata una adeguata pubblicità alle iniziative che vengono concretizzate. Sarebbe utile predisporre un calendario un anno per l’altro e non all’ultimo minuto”.

“Occorrono idee per ravvivare il centro. Si potrebbe pensare all’insediamento di tante piccole attività artigianali (calzolai, lavorazioni di pelle, ….) ma è necessario diminuire i prezzi di affitto dei locali. A tal fine sarebbe importante parlare con i proprietari degli immobili.”.

Pare che l’azienda delle Ferrovie dello Stato abbia dato al Comune la disponibilità di alcune stanze sopra la stazione che potrebbero essere utilizzate da associazioni di cittadini. “Che programmi ci sono?” – chiede.

Si deve trovare una strategia che colleghi la piazza col centro. Anche la Fiera di San Donnino che se c’è bel tempo attira migliaia di visitatori andrebbe ripensata introducendo anche altre iniziative. Le bancarelle servono ai piazzisti ma poco ai cittadini.

“Infine, mi sento di dire, che per contrastare i grandi centri commerciali occorre giocare sulla qualità dei prodotti, Questo anche negli alimentari. I cittadini devono trovare nei piccoli negozi del centro caratteristiche di qualità che non trovano nei grandi esercizi”.

Giovanna Galli

Primavera Fidentina

18 marzo 2018
di Giovanna Galli
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Dimissioni dell’assessore Bonatti: spontanee o imposte. Occorre chiarezza

Le dimissioni dell’assessore Fabio Bonatti continuano a far discutere perché  anche queste, come quelle dell’allora vicesindaco Alessia Gruzza, sono arrivate inaspettate, caratterizzate da un alone di mistero. In tutti e due i casi gli interessati non hanno rilasciato dichiarazioni ma hanno scelto il silenzio.

Anche questa volta l’opposizione accusa il sindaco di essere un despota, un tiranno che licenzia tutti color che non la pensano come lui.

Se così fosse, sia chiaro, non ci sarebbe nulla di illegale perché la scelta degli assessori spetta a lui, scelta che dovrà poi essere approvata dal  consiglio comunale. E’ successo così anche nel corso della precedente amministrazione quando il sindaco di allora Mario Cantini nel corso del suo mandato ha licenziato tre assessori: Carduccio Parizzi,  Lina Callegari e Fulvia Bacchi Modena.

Riconosciamo al sindaco il suo legittimo diritto di scegliersi figure di sua fiducia ma inutile dire che ci piacerebbe conoscere i motivi che hanno portato a queste dimissioni. Una maggiore chiarezza farebbe bene a tutti, sia a lui ma anche e soprattutto a noi. Questa aria di mistero non ci piace perché crediamo assolutamente nella trasparenza e partecipazione senza se e senza ma.

Facciamo fatica a credere che si sia trattato di un  normale avvicendamento dal momento che si è appreso che l’Assessore Bonatti ha spedito le sue dimissioni alle due di notte, un orario che fa pensare più a una scelta emotiva che a un passaggio già programmato.

Noi auspichiamo che sia l’ex assessore Bonatti che l’ex vicesindaco Gruzza spieghino a tutti come sono andate le cose, facendo chiarezza e smorzando le polemiche.

Da parte nostra desideriamo comunque ringraziare l’assessore Bonatti per l’attenzione e il rispetto che ha avuto per il nostro progetto. Ci ha ascoltati e ha dimostrato interesse per il nostro lavoro e gliene  siamo grati.

Detto questo facciamo un in bocca al lupo al neo assessore Franco Amigoni che da quello che ha anticipato ha programmi che fanno ben sperare. Ci auguriamo di avere anche con lui un rapporto rispettoso e collaborativo.

Giovanna Galli

24 febbraio 2018
di Giovanna Galli
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Intervista a Claretta Ferrarini, la nostra rägasa ad buragh

Questa è la nostra prima intervista: abbiamo voluto cominciare con Claretta Ferrarini, grande donna e autentico simbolo di Fidenza.

Claretta è un’autorità nel campo del dialetto ma, vista la sua versatilità, sarebbe alquanto riduttivo limitarla a questo. Infatti ogni qualvolta che entra in scena lei non ce n’è più per nessuno. La ricordo in una manifestazione cittadina in Piazza Garibaldi dove si è esibita con classe innata in balli come “paso doble” e “fox trot”. E’ una persona generosa, sempre disponibile a partecipare a iniziative fatte per beneficienza. E’ dotata di una notevole cultura, fatto abbastanza raro per quell’epoca ha compiuto studi magistrali. Il suo dialetto non è mai risultato una lingua morta perché lei, attraverso lo studio assiduo, è riuscita a portare alla luce tanti momenti della nostra storia passata facendo emergere tradizioni che i più avrebbero ormai dimenticate.

Fidentina doc, ha sempre avuto a cuore la vita della nostra città. Figlia di un operaio del Gudrón (ex Cledca, ex Carbochimica) e nipote di un necroforo (èl süpión ) è nata nella casa adiacente al cimitero dove ha abitato fino a quattro anni, quando insieme ai genitori si è trasferita nelle case di via Porro e via Ariosto.

La incontriamo per carpirle alcune idee e suggerimenti per ridare vita al nostro centro storico, per capire che cosa non funziona e sollecitarla a fornirci suggerimenti e proposte dal suo punto di vista.

Claretta cominciamo dal dialetto, a che età è nata questa sua passione?

In casa nostra non si parlava il dialetto, i nostri genitori si rivolgevano a noi in italiano. Quando a 4 anni andai ad abitare nelle case tra Via Ariosto e Via Porro fui colpita dal linguaggio di alcuni bambini che vivevano lì, sfollati come noi dalla guerra. Tra loro parlavano tutti in dialetto e mi piaceva starli ad ascoltare.

La vera artefice della mia passione, però, è stata mia zia Alda: con me parlava sempre in dialetto, utilizzando un dialetto dottissimo. Di ogni parola mi spiegava il significato e la traduzione in italiano.

Da allora la mia passione per il dialetto ha cominciato ad ingrandirsi portandomi ad occupare gran parte del mio tempo nello studio. Momento decisivo è stato quando ho conosciuto Piren Bernardi detto Pir. Leggendo la sua poesia El puledar ho avuto una sorta di folgorazione.

Da anni faccio parte del “Comitato scientifico per la salvaguardia, la valorizzazione e la trasmissione dei dialetti dell’Emilia-Romagna di cui alla Legge Regionale 18 luglio 2014 n. 16 art. 5”. Si tratta di una commissione formata da 11 esperti del dialetto (i famosi “saggi”) che avrà compiti propositivi e consultivi.  Essere in questa commissione rappresenta un bel riconoscimento che sotto molti versi ripaga della fatica fatta per studiare e approfondire il dialetto.

Da questi studi mi risulta che lei ha scritto alcuni libri in vernacolo

Sì finora ne ho scritti sei: La bonna nova (che è la traduzione dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli), due libri di cucina El cùciar d’ùton e èl cuciar d’or, “…Sì… tò surèlla cävala a ‘n òppi”, la Genesi e da ultimo il Dizionario etimologico borghigiano. Ci tengo a dire che il ricavato di questi libri è stato dato in beneficienza ad associazioni locali.

Ma lei non ha fatto solo questo, ricordiamo di averla sentita anni fa condurre trasmissioni radiofoniche

Sì ho condotto trasmissioni in tutte le radiolocali della nostra città. Ho iniziato con Radio Fidenza Onda Libera poi sono passata a Alfa Radio per poi terminare in Radio Monte Kanate. Il mio cliché era un po’ sempre lo stesso: invitavo personaggi locali famosi, politici e non, e li intervistavo. Chiudevo sempre le mie trasmissioni con un quiz sul dialetto e ogni volta alla radio arrivavano una miriade di telefonate.

Lei è stata C’la rägasa ad buragh, la prima e certamente la più famosa maschera di Fidenza

Sì nel 1972 la Famiglia Fidentina mi ha scelto come maschera della città impegno che ho rivestito per quattro anni. Ci tengo a precisare che la maschera cittadina è un simbolo della città che non va banalizzato perché ha un valore importante in quanto rappresenta le trait d’union tra chi gestisce il potere e la gente.

Lei è sempre stata molto attenta anche al tema ambientale. Ricordo il suo impegno nella difesa del Cabriolo?

Ritengo che la zona attorno alla chiesa del Cabriolo rappresenti un vero gioiello della città e non sarebbe accettabile nessuna nuova costruzione. Ho fatto parte del gruppo “Amici del Cabriolo” col quale abbiamo portato avanti una battaglia a difesa di questo angolo della città.

Lei ha dato tanto alla nostra città che in un certo qual modo glielo ha un po’ riconosciuto. Mi riferisco alla consegna della cittadinanza benemerita.

Era il 6 giugno 2012. In una sala consiliare piena di gente il sindaco Mario Cantini mi ha consegnato la cittadinanza benemerita. E’ stato un momento molto emozionante che mi porto nel cuore.

Ma veniamo al nostro progetto sul centro storico. Ha qualche proposta da fare per rivitalizzarlo?

Ormai la situazione è molto compromessa. Per risolvere il problema del centro storico ci vorrebbe la bacchetta magica. Di cose ne sono state fatte tante ma il commercio ha subito un colpo da cui è difficile risollevarsi. La responsabilità di tutto questo è da ricercare nella nascita dell’Outlet e nella proliferazione di tanti supermercati. Auspico la rinascita delle vecchie botteghe che, si sa, applicano prezzi più alti ma rivitalizzano il centro.

Delle vecchie botteghe mi mancano molto i sapori e ho una vera nostalgia degli odori. Mancano i negozi dei piccoli artigiani. Penso agli ombrellai, ai calzolai, ai materassai ..

Mi piacerebbe tanto che qualche giovanevolesse tornare ai vecchi mestieri e non venisse, però, ostacolato da una burocrazia imponente con pesanti controlli del comune e dell’Asl.

Tornando alle iniziative per il centro storico credo che si dovrebbe fare di più per promuovere il nostro Duomo per il quale si fa ancora troppo poco. Non dobbiamo dimenticare che è stata la prima cattedrale d’Italia (1601). Importante è anche il monumento a Giuseppe Garibaldi, che è stato il primo obelisco italiano (1884).

Alla fine di questa lunga chiacchierata c’è qualcosa che vorrebbe aggiungere, che vorrebbe chiedere alle nostre autorità?

C’è una cosa a cui tengo in modo particolare ed è quella di associare ai nomi di alcune vie e borghi di Fidenza i vecchi nomi dialettali che avevano in passato e con il quale venivano conosciuti. Sia chiaro non intendo la traduzione dall’italiano al dialetto del nome attuale ma il recupero dei nomi vecchi. Faccio un esempio: Via Frate Gherardo e Via Romagnosi prima non c’erano ma si chiamavano “i Trâj äd San Pédar”, Vicolo Bondi era Burghén Schivädebit . Un esperimento del genere è stato realizzato a San Giovanni in Persiceto. Voluto con impegno e tenacia dal Dott. Serra (uno degli 11 saggi del comitato regionale) sta riscuotendo molto successo richiamando molti visitatori cultori del dialetto. Va detto che per poter fare questo Fidenza potrebbe usufruire di un contributo economico messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna.

Non ci si stanca mai di parlare con Claretta, una persona simpatica che si ascolta volentieri. Rappresenta una fonte di cultura non scolastica ma di vita, piena di ricordi di persone e di luoghi del Borgo che testimoniano antiche tradizioni che non vanno dimenticate.

Alla fine ci accorgiamo che abbiamo tralasciato tante cose importanti il suo impegno politico, la sua magnifica interpretazione della maestra nel film di Nave Corsara “Te la do io la zebra” oltre alla sua presenza nell’ Accademia del Rumal, associazione di cui è Fondatrice e Presidente. Rimandiamo il tutto ad una prossima puntata.

                                                                     Giovanna Galli   Maria Gentilini

 

10 febbraio 2018
di Giovanna Galli
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Progetto di rivitalizzazione del centro storico: Primavera fidentina cambia strategia

Dopo mesi di lavoro alla definizione del progetto di Rivitalizzazione del centro storico abbiamo deciso di cambiare completamente strategia.

Dopo aver parlato con tante persone avevamo deciso di  chiedere una seduta monografica del consiglio comunale per presentare il progetto. Tutto questo non certo per manie di protagonismo ma perché avevamo bisogno di un momento di riconoscimento ufficiale per l’attività svolta. Siamo un gruppo civico nel vero senso della parola e poter contare dell’avallo delle  istituzioni cittadine ci avrebbe consentito di andare avanti più facilmente.

Tutti i capigruppo ci hanno negato questa opportunità: un permesso concesso a noi avrebbe creato un precedente che avrebbe dato l’input anche ad altri gruppi di fare richiesta analoga.

Inutile dire che questa scelta non ci è piaciuta. L’abbiamo vissuta come rifiuto del notevole impegno nel lavoro svolto. Abbiamo cercato di costruire un progetto unitario, slegato da tutti i partiti con l’unico obiettivo di pensare al bene della città.

Il pensiero del Sindaco lo conoscevamo, è stato chiaro da subito quando l’abbiamo incontrato e non ci aveva dato molte speranze. Ci ha invece molto amareggiato l’indifferenza dei gruppi di maggioranza e di opposizione che hanno snobbato le nostre proposte con motivazioni a nostro avviso non giustificabili. Il nostro gruppo non ha mire elettorali e con questo progetto pensava ad un’idea unificante. In un momento in cui la politica è più che altro “divisiva” ci sembrava giusto superare le barriere ideologiche e lavorare tutti per il “bene comune”.

La nostra idea era quella di costruire tavoli di lavoro composti da cittadini che si mettevano a disposizione per lavorare tutti insieme sul centro storico.

La prima reazione è stata quella di mollare tutto. Le difficoltà per noi sono tantissime: non abbiamo una sede e non sapremmo neanche dove organizzare gli incontri. Per noi è già un problema trovare un luogo per riunirci.

Abbiamo lasciato passare un po’ di tempo, ci siamo interrogati sul da farsi e alla fine abbiamo pensato che non aveva alcun senso disperdere tutto quello che abbiamo progettato. Per cui abbiamo intenzione di continuare cambiando però radicalmente la nostra strategia: invece di comporre e riunire gruppi di lavoro saremo noi ad andare dalle persone interessate.

Raccoglieremo pareri, suggerimenti e consigli e li pubblicheremo sul nostro sito che diventerà il fulcro del progetto. Ogni settimana intervisteremo rappresentanti delle aziende agricole, delle associazioni culturali,  commerciali e del volontariato e le pubblicheremo sul nostro sito che diventerà la nostra sede virtuale.

In questo modo auspichiamo di creare un certo dibattito intorno a questi temi.

Primavera Fidentina

Giovanna Galli

17 dicembre 2017
di Giovanna Galli
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Progetto di rivitalizzazione del centro storico: ti chiediamo una mano per realizzarlo

Da anni il nostro centro storico si presenta piuttosto spento: molti negozi hanno chiuso e le piccole botteghe di generi alimentari sono ormai sparite. La presenza di grandi centri commerciali come l’Outlet e Fidenza Shopping  ha dato loro il colpo di grazia. Pensare di riuscire ad invertire tale tendenza è senza senso: il mondo sta andando in questa direzione e non ci sono le forze per contrastare questo trend.
Al di là delle solite chiacchiere che riempiono i giornali e i social si ha l’impressione che la politica non si sia impegnata più di tanto.
Noi siamo convinti che per riuscire a rivitalizzare il centro storico sia necessario avere il contributo di tutte le forze vitali del paese. Pensiamo ci sia bisogno dell’impegno generoso di tutti i cittadini, indipendentemente dalle diverse  idee politiche.
Le risorse e i talenti della nostra città non mancano. Occorre cercare le cose che ci uniscono e andare tutti nella stessa direzione..
Ed è proprio con questo spirito che diversi mesi fa abbiamo preparato un documento in bozza sul quale ci siamo consultati con molte persone.
In data 22 giugno l’abbiamo presentato in un incontro pubblico all’ex Macello. Abbiamo raccolto critiche oltre che  consigli e suggerimenti  che ci hanno incoraggiato a continuare.
L’11 luglio abbiamo scritto al Sindaco e al presidente del Consiglio comunale Tosi~ per chiedere di inserire il nostro documento all’ordine del giorno del  consiglio comunale.
Il 24 ottobre il Presidente Tosi ci ha comunicato che la Conferenza dei capigruppo non ha accolto tale richiesta ma ci invita a presentare il nostro documento in un incontro con le competenti commissioni consiliari.
Sinceramente siamo rimasti male perché poter spiegare la nostra proposta nel corso del consiglio comunale significava un riconoscimento istituzionale del nostro impegno che vuole essere politico ma non partitico.
In previsione dell’incontro che avremo con le commissioni comunali desideriamo fare un passo avanti e capire se c’è condivisione del nostro progetto.
Noi siamo intenzionati ad attivare questi 4 tavoli di lavoro:
  • Borgo dei sapori: Agricoltura biologica e ristorazione
  • Commercio e Artigianato
  • Cultura, Turismo e Via Francigena
  • Volontariato
Ogni tavolo si muoverà autonomamente elaborando proposte da presentare all’amministrazione con l’obiettivo guida del nostro progetto. “Rivitalizzare il centro storico”.
Siamo consapevoli che non siamo all’anno zero, che molte cose sono state fatte ma molte restano da fare. C’è bisogno della collaborazione di tutti. Sappiamo che il periodo non è favorevole, che la partecipazione non è più di moda ma crediamo nella generosità dei  fidentini.
Al proposito vogliamo sottolineare l’importanza del mondo del volontariato. Noi desideriamo valorizzare il loro grande ruolo perché la loro presenza rappresenta, per noi, il cuore della città.
Noi abbiamo alcune proposte da  presentare. Non c’è nulla di precostituito, tutto è discutibile e migliorabile.
Detto questo vi chiediamo di partecipare alla nostra iniziativa e vi chiediamo di dirci a quale tavolo sareste interessati a lavorare con noi.
Potete contattarci all’indirizzo mail:~info@primaverafidentina.it~oppure tramite la nostra pagina su Facebook .
Resto in attesa di una vostra risposta.
Colgo l’occasione per augurare a tutti voi tanta serenità.  
Primavera Fidentina
Giovanna Galli

6 dicembre 2017
di Giovanna Galli
2 commenti

In consiglio comunale sono volati gli stracci

L’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale del 30 novembre era quasi interamente formato da mozioni e interpellanze presentate dall’opposizione. Peccato però che a difenderle siano rimasti solo in tre: Gabriele Rigoni e Luca Pollastri di Rete Civica e Giuseppe Comerci di Forza Italia.

La mozione “Sicurezza e decoro urbano” da programma doveva esser presentata dalla capogruppo di Forza Italia Francesca Gambarini ma è stata sostituita dal suo collega di partito Comerci.

Nel corso del dibattito si è assistito ad un brutto episodio che non fa onore al consiglio comunale.

Ma veniamo ai fatti.

Comerci legge la mozione e dopo di lui la consigliera del Pd Alessandra Narseti illustra le ragioni per cui il suo partito voterà contro. Un discorso più o meno condivisibile ma espresso in modo senz’altro corretto e garbato. Subito dopo interviene Rigoni che, non a torto, lamenta una certa chiusura della maggioranza che in modo sistematico boccia tutte le proposte dell’opposizione.

Dopo di lui prende la parola Comerci che rivolto quasi esclusivamente alla collega Narseti si dichiara deluso e sorpreso dalle sue parole. Con un tono paternalistico ma al tempo stesso piuttosto offensivo. “Da te non me l’aspettavo, probabilmente sei stata consigliata male”.  Quasi a voler dire che lei leggeva un testo scritto e imposto da altri. Giudizio inopportuno.

Ma Comerci ha raggiunto il clou quando se l’è presa con i carabinieri in congedo che secondo lui vanno elogiati perché hanno fatto 40 anni di servizio ma adesso “si bevano un caffè”. “I pensionati devono andare al bar a bere un caffè e a leggere il giornale”.  Parole inaccettabili e ingrate contro le persone che invece di oziare godendosi la pensione mettono il loro tempo a disposizione della collettività. Comerci dimentica che una ricchezza del nostro paese è rappresentata proprio dal grande lavoro che gratuitamente e generosamente viene portato avanti dai volontari che per buona parte sono pensionati.

Durissima la reazione dell’assessore Malvisi che stizzito se la prende con l’amministrazione precedente. Volano parole grosse con  accuse pesanti che raggelano l’ambiente. “Avete dimostrato l’incapacità e il peggio di qualunque amministrazione della storia di Fidenza – una risposta così non me  l’aspettavo da lei”.

Comerci replica con parole che pesano come macigni “Siccome sono stati toccati sul vivo questi signori che ci stanno depredando di tutto quello che abbiamo in casa e non sanno difenderci e cercano di fare chissà che cosa su un’associazione”.  E poi “Assessore Malvisi dove vive, lei viene da Marte … probabilmente è stato trattato bene finora ma adesso si va alle elezioni e bisogna cambiare tratta”. “Se lei non sa fare la sicurezza si dimetta domani stesso e sarà la salvezza della città perché lei è incompetente”.

Parole gravissime che vanno ben oltre la legittima competitività politica e che dovevano essere stigmatizzate dal presidente del consiglio.

A nostro avviso occorre che tutti facciano un passo indietro e che si cerchi un modus vivendi  adeguato. Tante volte per risolvere certi problemi c’è bisogno dell’apporto di tutti.

La sicurezza non è né di destra né di sinistra  e spesso viene percepita in modo molto più sentito del reale.

Tener conto delle diverse opinioni per noi è già un modo per cominciare ad affrontare la questione.

Giovanna Galli

Primavera Fidentina