Primavera Fidentina

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L’insistenza dell’opposizione sulla Di Vittorio irrita il sindaco

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non è mai troppo tardi

La seduta del consiglio comunale del 28 novembre u.s. doveva essere interamente dedicata all’assestamento di Bilancio ma c’era attesa per la risposta che il Sindaco avrebbe dato all’interrogazione sulla crisi della Di Vittorio letta  da  Gabriele Rigoni (Rete Civica Fidenza)  nella seduta del giorno prima ma firmata da tutti i partiti dell’opposizione.

La risposta è arrivata e presenta alcuni punti su cui è bene, a mio avviso, riflettere.

Massari, per la prima volta da quando è stato eletto  Sindaco,  ha lasciato trasparire la sua irritazione.  Si è sentito offeso dall’ insistenza dell’opposizione che da mesi continua a porgli le stesse domande. Ha usato parole importanti. Non ha esitato a definire l’interrogazione  “un atto dal sapore inquisitorio, congegnato per dimostrare in maniera surrettizia la solita tesi diffamatoria che suggerisce ai cittadini l’idea di una responsabilità del sottoscritto”.

E’ comprensibile che ci sia un certo fastidio ma cosa si aspettava Massari? Lamenta una mancanza di condivisione da parte anche dell’opposizione . Tutto vero ma osservando le cose dal di fuori della querelle non si è avuta l’impressione che ci fosse da parte sua un desiderio di fare squadra. Davanti alla più che legittima richiesta  di un tavolo provinciale o di una seduta monotematica del consiglio ci si è limitati a rispondere “no”.

E’ vero, molti dei dati richiesti sono rintracciabili con un quesito alla Camera di Commercio ma perché non invitare il CdA della Di Vittorio in una seduta monotematica del Consiglio comunale a cui poter rivolgere le domande? Questo certo non avrebbe modificato la situazione. Il Consiglio comunale si sa non fa miracoli.  Di certo, però, avrebbe aiutato i Fidentini a capire meglio quello che stava succedendo e avrebbe, probabilmente,  contribuito a far nascere un senso di solidarietà nei confronti di  quelle persone che hanno avuto il torto di fidarsi troppo dei propri ideali politici.

Nell’interrogazione ci sono, comunque, domande  a cui il Sindaco e non altri devono rispondere. Mi riferisco, nello specifico, alla richiesta di conoscere l’elenco delle ipoteche che gravano sui beni del Comune di Fidenza assunte dalla cooperativa, l’anno in cui sono state costituite e il piano di rimborso del mutuo garantito dalle ipoteche stesse.

Massari nell’insistenza dell’opposizione vede  il tentativo di strumentalizzare il dramma di centinaia di soci e prestatori della DI Vittorio ma su questo tema ci sarebbero molte cose da dire.  In campagna elettorale quasi tutti (tranne noi di Primavera Fidentina) hanno mostrato interesse per la vicenda e ricordo che lui ha promesso di risolvere la questione.  “Se sarò eletto Sindaco di Fidenza – ha dichiarato –  come primo atto inviterò il CDA eletto dai soci della storica Coop Di Vittorio, per dare pieno supporto alla ricerca di una soluzione che tuteli il più possibile il patrimonio dei soci, oggi alle prese con una grave crisi”.

Adesso, comunque, i giochi sono fatti e tra meno  di una settimana sapremo il destino di questa cooperativa: è, infatti, previsto per l’11 dicembre prossimo il pronunciamento del Tribunale sull’ammissibilità del concordato.

Oltre a  tutto questo c’è lo spauracchio della legge 865 del 22 ottobre 1971 “Programmi e coordinamento dell’edilizia residenziale pubblica; norme sulla espropriazione per pubblica utilità” In base all’art. 37  di questa legge, in caso di fallimento della Di Vittorio il Comune dovrebbe acquisire la proprietà degli immobili sobbarcandosi però anche i debiti residui. Questo, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe significare che i 7 comuni (Fidenza, Parma, Salsomaggiore, Fontevivo, Fornovo, Fontanellato  e Noceto) dovrebbero assumersi un debito pari a 27 milioni di euro. Una cifra stratosferica che se confermata distruggerebbe le amministrazioni..

Il Sindaco ha, comunque, dichiarato che fino al giorno del pronunciamento del Tribunale non dirà più niente sulla Di Vittorio e solo dopo convocherà un Consiglio comunale monotematico in cui poter discutere su base oggettiva.

E’ proprio il caso di dire meglio tardi che mai.

Un commento

  1. purtroppo il comportamento del sindaco è consono alla linea che gli ha dettato il suo partito che tende a togliere l’attenzione sull’argomento perché così non vengono evidenziati gli errori commessi dal PD in una cooperativa amica.

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