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Quale futuro per l’Agenzia delle Entrate di Fidenza? Le parole non bastano

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In questi mesi di mandato il sindaco ha dimostrato di essere maestro nella gestione della sua immagine. Non passa giorno senza vederlo immortalato sulle pagine della Gazzetta per propagandare le cose che fa o che intende fare. E’ sicuramente bravo e riesce a vendere bene la sua immagine: va a trovare le vecchiette centenarie, incontra ministri e politici che lo rassicurano sui problemi locali anche se, diciamolo stenta a dare risposte chiare e personali.

In questo discorso si inserisce la questione dell’Agenzia delle Entrate di Fidenza. In questi giorni i lavoratori di questo organismo si stanno muovendo perché temono il trasferimento della loro sede di lavoro.

E anche stavolta Massari, da autentico mago della comunicazione, fa pubblicare una sua foto con il sottosegretario Paola De Michelis che dagli uffici ministeriali di Roma dichiara “Non ci sarà alcun ridimensionamento dei servizi erogati dalla filiale di Fidenza dell’Agenzia delle Entrate, che manterrà piena operatività per il suo ampio bacino di utenza nelle province di Parma e Piacenza”.

Mercoledì sera insieme ad alcuni esponenti di Rete civica fidentina abbiamo ascoltato alcuni rappresentanti dell’Agenzia che ci hanno parlato dei loro timori, timori che le dichiarazioni della De Michelis non hanno fugato.

Abbiamo promesso che ci saremmo interessati alla loro situazione. Rete civica fidentina presenterà una mozione per sentire quale sarà la posizione dell’Amministrazione.

Come primo passo abbiamo deciso di pubblicare qui di seguito il comunicato stampa integrale, emesso dai sindacati che compatti sono intervenuti sull’argomento.

 

COMUNICATO STAMPA

Apprendiamo dalle colonne della Gazzetta di Parma – cronaca di Fidenza del 12 marzo scorso che il Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, rispondendo all’annuncio di una interrogazione parlamentare in merito alla paventata chiusura dell’Ufficio di Fidenza, rassicuri che ciò non accadrà.

Se ciò rispondesse al vero, come ci auguriamo, vorremmo capire come ciò si pone rispetto alle comunicazioni ufficiali date dapprima dalla Direzione Regionale (20/01/2015) e successivamente dalla Direzione Provinciale (11/02/2015) nel quale le organizzazioni sindacali venivano informate della chiusura a fine anno dell’ufficio di Piazza Gioberti.

Le rassicurazioni del Direttore Regionale non ci tranquillizzano: nell’ultimo biennio, sul territorio nazionale, sono stati chiusi circa 60 uffici senza alcun preavviso alle autorità locali o alle organizzazioni sindacali territoriali. Per lo stesso Ufficio di Fidenza, nel corso del 2014 la Direzione Regionale aveva chiaramente escluso la chiusura, stante anche la proroga del contratto di locazione fino al 2023, salvo poi annunciare il contrario a fine anno.

Anche l’impegno del Direttore Regionale, nello stesso articolo sulla Gazzetta di Parma, di mantenere inalterati i servizi erogati a Fidenza non chiarisce le intenzioni dello scrivente: ci sono diversi modi in cui l’Agenzia ha risolto il problema dell’erogazione dei servizi presso gli uffici locali. Si va dal caso di Ortona (CH), in cui l’offerta degli Enti Locali di spazi pubblici per gli uffici ha consentito di mantenere inalterato il volume dei servizi offerti e i livelli occupazionali, ai casi ben più frequenti (dalle nostre parti è accaduto a Fiorenzuola d’Arda o a Guastalla) in cui i servizi fiscali sono offerti da pochissime unità di personale a orari ridotti, di fatto rappresentando una riduzione al minimo del servizio: quale dei due è il modello di erogazione dei servizi che il Direttore Regionale ha in mente per Fidenza? Ancor prima della risposta sottolineiamo che l’opzione dello sportello multifunzione rende ancor più difficile dare soluzione ai temi per i quali l’Agenzia delle Entrate è chiamata ad operare: presidio antievasione sul territorio (effetto deterrenza dell’ufficio, peraltro già privato a Fidenza del team controlli, un anno fa) e aumento della tax compliance, rimborsi e controlli formali che richiedono l’interazione con il contribuente, ai quali si aggiungono importanti tematiche come i problemi legati alla mobilità degli utenti e dei dipendenti nel caso l’ufficio chiudesse.

Anche di fronte alle spese (450 mila euro di soldi pubblici) che le casse pubbliche hanno sostenuto per rendere efficienti, all’interno di una sede privata, gli spazi dell’Ufficio di Fidenza, riteniamo che le rassicurazioni apparse il 12 marzo scorso non siano sufficienti a tranquillizzare l’utenza (ordini professionali e singoli cittadini) e i dipendenti. Continueremo quindi a vigilare, sollecitando nel frattempo un incontro con le autorità amministrative per scongiurare ogni tentativo di chiusura dell’Ufficio fidentino.

Parma 16 marzo 2015

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