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Sulla richiesta di un consiglio comunale su Asp nessun passo avanti

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Nel corso del consiglio comunale del 18 febbraio 2015 si è discussa  l’interrogazione del 17 dicembre scorso “ASP Distretto di Fidenza – stato dell’arte sull’internalizzazione dei servizi” presentata da Angela Amoruso, consigliere del M5S.

Probabilmente ci si aspettava una seconda invasione dei dipendenti pubblici di Asp visto che in Municipio c’erano vigili delle Terre Verdiane e carabinieri. Inutile dire che, invece, non è  successo niente.

L’Amoruso ha precisato che Asp ha dimostrato di essere un’Azienda Pubblica sana, che pur avendo dimezzato in cinque anni di gestione le richieste di concorso economico dei Comuni Soci sui servizi per anziani ha risollevato i bilanci che passando da una perdita di esercizio di € 393.062 nel 2009 a un attivo di € 269.000,00 nel 2013.

Nonostante ci sia uno studio di fattibilità che dimostra che l’internalizzazione dei servizi si dimostra essere la scelta migliore e più razionale, sia dal punto di vista gestionale che dal punto di vista economico  i sindaci del Distretto di Fidenza stanno pensando ad una esternalizzazione. Non tengono conto del parere del Commissario Prefettizio del Comune di Sissa Trecasali che in una nota al Presidente dell’Assemblea dei Soci segnalava di avere l’impressione che la scelta delle strutture di volta in volta da internalizzare e esternalizzare sia avvenuta in funzione della salvaguardia delle posizioni delle cooperative accreditate e non invece con riguardo agli interessi dell’azienda e dei lavoratori pubblici.

Il M5S interroga il sindaco per sapere se intende realizzare la scelta organizzativa  deliberata nell’Assemblea n. 10/2014 secondo la quale l’Asp di Fidenza perderebbe 268 posti letto di Casa Residenza (oltre il 53%) con conseguente perdita della relativa quota di fatturato. E al proposito se si è consapevoli che un eventuale dissesto economico dell’Asp possa portare all’estinzione della stessa Asp.

“Se non si ritiene pericolosa per i lavoratori un’opzione organizzativa che crei demansionamento, peggioramento delle situazioni contrattuali, ma ancora peggio, possibile precarietà e licenziamenti”,

Il M5S ha chiesto quale sia la motivazione economica e organizzativa che sta dietro l’ipotesi di dividere la Casa Protetta di Fidenza in due diversi nuclei.  Come si pensa di suddividere la struttura? Tale ipotesi comporta dei lavori aggiuntivi? Quali saranno i costi per tali lavori.  Dal punto di vista organizzativo ci saranno cambiamenti rispetto alla qualità assistenziale attualmente assicurata”.

L’interrogazione si conclude  con la richiesta di un Consiglio comunale ad hoc sull’argomento oltre a fornire a  tutti i Consiglieri i risultati del nuovo studio di fattibilità.

Il Sindaco Massari ha risposto per iscritto sia a questa interrogazione  che ad altre due presentate in precedenza da Rete Civica di Fidenza. Ha informato che è stato eletto un nuovo Consiglio di Amministrazione formato da: Massimiliano Franzoni ( Presidente), Elisa Mori, Maurizio Barbarini, Paolo Piva, Maria Teresa Gaggiotti.  Il CdA si propone di portare a conclusione l’accreditamento, iniziato 6 anni fa.  L’Assemblea dei soci non ha ancora concluso l’analisi del piano di fattibilità perché le varie simulazioni non consentono di arrivare ad una soluzione definitiva.

I Soci, per Massari, rigettano le affermazioni che parlano di dissesti e sciagure. Non a tutte le domande si riesce a dare delle risposte e molte volte, dice il Sindaco, si è fatto un processo alle intenzioni. “Le procedure di accesso così come le tariffe delle rette non saranno modificate, la procedura rimane in capo al Servizio Assistenza Anziani distrettuale”. “La Casa protetta di Fidenza – dice – avrà tutti i posti accreditati (97), quindi ogni ospite avrà una retta di 49,50 euro al giorno a differenza di ora che parte dei posti sono autorizzati a 70 euro al giorno”.

La Città di Fidenza ha presentato due domande di accreditamento: una per l’Asp e una per la Cooperativa Aurora.

Massari ha fornito alcune informazioni tecniche già note a tutti: in Asp ci sono 12 Soci pubblici, lui è il presidente ma in Asp non ha nessun ufficio o staff e si avvale del personale della struttura. D’ora in poi, ha precisato,  ogni richiesta di accesso agli atti dovrà essere presentata direttamente ad Asp.

Sono state dette tante cose ma non si è detto perché si sia scelta la strada dell’esternalizzazione e soprattutto non si è detto niente sulla richiesta di un consiglio comunale ad hoc.  Siamo sempre fermi lì.

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