Primavera Fidentina

"Il gruppo civico al servizio della gente …"

Vertenza Bormioli: occorrono interventi di avvicinamento delle parti in causa prima che sia troppo tardi

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La situazione che si è venuta a creare intorno alla Bormioli a Fidenza preoccupa notevolmente i l nostro gruppo.

Finora  abbiamo deciso di non intervenire perché non ci sentiamo con sincerità di parteggiare per un gruppo o per l’altro. L’accordo firmato ci è sembrato valido ma probabilmente non abbiamo le necessarie conoscenze per approfondire le cose.

Abbiamo sperato in un riavvicinamento delle posizioni  ma gli ultimi avvenimenti ci hanno dimostrato che è successo il contrario. Abbiamo visto  scene di guerriglia a cui non avremmo mai voluto assistere.

In tutto questo ci ha colpito il silenzio assordante dell’amministrazione. Tutto si è svolto senza il minimo intervento dei nostri governanti. Il sindaco era in ferie ma né il suo vice né il Presidente del consiglio hanno speso una parola.

Immaginiamo che ci siano delle difficoltà reali ad intervenire e  vogliamo sperare che si siano comunque fatti tentativi per ricomporre la crisi.

Abbiamo visto lavoratori contro altri lavoratori,  interventi forti delle forze dell’ordine, manifestazioni sindacali contrapposte …

In questa situazione i cittadini fanno fatica a capire  cosa sta succedendo.

Dopo aver visto il sindaco in prima linea nella manifestazione sindacale organizzata da Cigl e  Cisl abbiamo sperato che nella prima riunione del consiglio comunale si sarebbero date informazioni corrette ma invece si è preferito non dire niente.

Nel consiglio comunale di lunedì scorso nessuno ne ha parlato. Da alcuni interventi postati su Facebook si è appreso che il giorno dopo c’è stata una commissione ad hoc sui problemi del lavoro che non sembra aver prodotto novità interessanti.

Peccato, però, che nessuno di noi sapeva di  questa riunione e di conseguenza nessuno vi ha partecipato.

Ma adesso viene da chiederci: cosa si fa? Come si pensa di saltarci fuori?

Abbiamo appreso che sabato pomeriggio a Parma ci sarà una contro manifestazione organizzata dal Sindacato Si Cobas che chiede il reintegro dei facchini della Bormioli.

Questo viaggiare testa a testa non ci piace. C’è troppa esasperazione nella gente e può diventare un gioco troppo pericoloso.

Occorre fare tutto il possibile per portare tutte le parti coinvolte allo stesso tavolo di trattativa, senza distinzioni tra i lavoratori. C’è bisogno di una figura istituzionale al di sopra delle parti e questo potrebbe forse farlo il  sindaco,

Giovanna Galli

Primavera Fidentina

2 commenti

  1. In realtà nella commissione qualcosa di evidente e stato chiaro a tutti. I sindacati e la nuova coop sono stati irremovibili e hanno negato a nostre precise richieste, ogni possibilità di mediazione.
    Non resta che la forza o sperare che prima o poi i cobas si arredano.
    Per aver voluto sapere o cercare di dare una mano siamo stati invece accusati di dare pericolose versioni alla gente ed altre nefandezze varie in una riunione che era organizzata contro la minoranza più che per dare informazioni.
    Antefatto: in assenza di informazioni e del sindaco impegnato nella buffa pantomima coi marò, abbiamo chiesto di essere informati chiedendo una commissione. Prima di ricevere risposta i cobas hanno contattato la minoranza zdando la loro disponibilità a fermare lo sciopero nel caso si riaprire la trattativa. Nella riunione dei capigruppo dello stesso giorno, invece di programmare la commissione pubblica ormai anacronistica, si è data questa informazione chiedendo che l amministrazione contattare la.nuova coop al fine di fermare subito gli scioperi e discutere una soluzione tra le parti interessate, privatamente o con la mediazione del sindaco a loro discrezione.
    Massari non ha né negato ne approvato questa possibilita mentre il presidente Tosi pareva accogliere il positivo senso della proposta che doveva a quel punto essere gestita da chi di dovere ed ha le responsabilità istituzionali.
    Invece il giorno seguente, martedì della settimana scorsa se non erro, viene convocata senza informarci una riunione con tutte le parti in causa eccetto i cobas. Cosa si dice non è dato sapere ma veniamo a sapere che si nega ogni possibile dialogo e si organizza la pazza con sindacati sindaci e deputati chiamati a raccolta da massari.
    In sostanza il sindaco ha agito immediatamente per depotenziata la nostra proposta attivando a mille per impedire che fosse raccolta da chicchessia.
    Per tentare di dare il colpo di grazia alla minoranza e far fare una figura barba, a quel punto sabato scorso, arriva la convocazione effettiva di una commissione che ormai ritenevano cassata dalle richieste successive, riunione indetta per il martedì successivo senza i cobas.
    Chiediamo subito formalmente che quantomeno siano presenti i cobas al fine di ascoltare tutte le campane.
    Non ci viene data nessuna risposta, il trappolone avanza.
    Nel consiglio di lunedì 25 gennaio il sindaco, anche forse per spostare l attenzione, comunica solo della sua brillante lettera ai Marò.
    Il giorno dopo pur immaginando che fosse una trappola organizzata contro la minoranza e forse specificamente contro rete civica, mi reCo in commissione pur in assenza di Amoruso dei t stelle via per un lutto e di Gambarini che arriva dopo. Inoltre non c è nemmeno Pollastri per impegni.
    La seduta pare davvero un plotone d esecuzione contro di noi e a beneficio del sindaco.
    Il resto te l ho descritto in apertura. I net bolscevichi dei sindacati s affiancano a dubbie dichiarazioni di massari sulla legalità o meno dei cobas non chiamati , a suo dire , perché si sono messi nell illegalità quindi lui non può parlargli, come se la Cgil non avesse mai usato in passato blocchi e metodi simili.
    Fosse vero dovrebbe far agire subito la polizia e comunque avrebbe già potuto dircelo in capigruppo invece che esporci al pubblico ludibrio.
    Insomma nessuna soluzione individuata se non la forza anche se nessuno dice ad usarla.fino in fondo.
    In conclusione ci teniamo i blocchi e l amministrazione sta a guardare in attesa che accada qualche evento di cui avranno piena responsabilità e da segnalare la normalità di un massari che gioca su altri tavoli più che su quelli della mediazione usando metodi che trovo inappropriati, quantomeno, per un primo cittadino.
    Ciao

  2. Caro Gabriele, ti ringrazio per la tua testimonianza su quello che è emerso nella Commissione. Se avessi saputo che c’era sarei venuta così come sarei andata in piazza Garibaldi dopo la manifestazione sindacale. Come ho già detto in più occasioni ritengo fondamentale sentire la voce delle istituzioni, soprattutto in un caso spinoso come questo. Qui la polemica politica non serve ma occorre una strategia che riesca ad integrare le parti in causa.
    Personalmente non amo molto le manifestazioni, i picchetti, le proteste di piazza .. Mi ricordano gli assalti al forno di manzoniana memoria e ho sempre paura che la folla possa degenerare. E’ un attimo.
    Io sono spesso critica nei confronti del mio sindacato (a cui sono iscritta da 40 anni) ma in questa vicenda non l’invidio. Un tempo era tutto più facile perché i lavoratori erano tutti uniti. Adesso è aumentata la promiscuità del lavoro, la disoccupazione è forte e nella stessa azienda esistono spesso interessi contrapposti. Prima c’era un forte senso di appartenenza che adesso non esiste più. Forse è proprio il caso di dire che si stava meglio quando andava peggio.

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