Primavera Fidentina

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Progetto di rivitalizzazione del centro storico – Il Borgo dei sapori

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IL BORGO DEI SAPORI

PREMESSA

La nostra città si trova nel bel mezzo di un territorio costellato da una serie di aziende medio -piccole che operano nei più diversi settori dell’economia (da quello tecnologico alla meccanica,  dalla chimica all’elettronica passando per i servizi fino ad arrivare al tessile).

Nessuno di loro,  però,  pur essendo importante per lo sviluppo economico della città  ha caratterizzato così significativamente il nostro territorio come quello dell’agroalimentare e tutto ciò che gli ruota attorno.

A Fidenza e nel suo comprensorio  di 13 comuni vi operano una miriade di aziende agricole che producono materie prime (ortofrutticole,  casearie e carni da macello),  che attraverso una sapiente tradizione millenaria di lavorazione e trasformazione danno vita a prodotti agricoli (prosciutto crudo, parmigiano reggiano, culatello) che sono conosciuti nel mondo come delle vere e proprie eccellenze italiane.

Oggi, però, in conseguenza del perdurare della crisi economica mondiale scoppiata nel 2008 e del crollo del prezzo del prodotto agricolo operato dalle multinazionali dell’alimentare, la stragrande maggioranza di queste aziende  sta lavorando in perdita.

In questi anni sono, comunque, tante quelle che, nel tentativo di uscire dalla crisi, pur con mille difficoltà, hanno intrapreso un processo di trasformazione che le ha portate ad abbandonare un tipo di agricoltura intensiva per un agricoltura biologica a km 0.

Per il consumatore questo ha comportato una riduzione della filiera alimentare con il conseguente ritorno ad un agricoltura di stagione. Si tratta di un percorso che predilige la qualità alla quantità, a  differenza di quello richiesto dall’industria che mira al massimo profitto.

Il ritorno ad una agricoltura di stagione ha premiato le aziende agricole che hanno saputo trasformarsi che oltre ad un certo miglioramento della loro situazione economica hanno creato  nuove opportunità lavorative per giovani e meno giovani, cosa  che in tempi come questi è sicuramente un fattore positivo per tutto il territorio.

IL BORGO DEI SAPORI

Oltre all’agricoltura e al mondo del lavoro anche le attività commerciali del centro storico di Fidenza hanno fortemente risentito della crisi economica globale di questi anni. Le vie e le piazze del centro cittadino sono sempre meno frequentate con la conseguente  riduzione dei guadagni.

Una situazione che pare non migliori di molto neppure in occasione di fiere ed eventi quando aumentano le presenze.

Continuare a lamentarsi e basta è inutile, è solo un fasciarsi la testa di fronte al problema,   continuare a dare la colpa della crisi del commercio locale al moltiplicarsi dei supermercati (che  sono effettivamente troppi) e ai più rinomati “Fidenza outlet” e “Fidenza shopping” non serve, è solo un modo di piangersi addosso.

È indispensabile fare un cambio di passo. Preso atto che queste realtà ormai ci sono e che attirano molta gente fuori dal centro urbano ragionando   in un ottica più strategica potrebbero  trasformarsi in  un’opportunità per  far arrivare a Fidenza parte di questi visitatori.

Se vogliamo che le persone nel loro tempo libero possano sviluppare la passione per la nostra città, accanto al percorso culturale della via Francigena si potrebbe dar vita a quello che potremmo chiamare “Il Borgo del  gusto”.

Per realizzarlo non è necessario stravolgere il centro storico ma si potrebbero occupare alcuni dei vani commerciali vuoti.  In questo modo le vie diventerebbero più attraenti per gli eventuali visitatori che oltre ai nostri monumenti potrebbero conoscere i negozi del gusto dove trovare cibi buoni e genuini prodotti dalle nostre terre.

A questo punto ci pare giusto ricordare che Fidenza, fin dalla sua fondazione avvenuta ad opera dei Romani agli inizi del II° secolo a.c.  (175 – 170 a.c.) , ebbe una spiccata impronta commerciale che nel corso dei secoli la trasformò  in un prosperoso piccolo centro urbano.

Tale caratteristica   la si può riscontrare  anche oggi osservando  la conformazione degli edifici delle vie del centro dove nei piani superiori troviamo locazioni ad uso civile a cui fanno da contraltare vani commerciali nel piano terra andando così  a formare “di fatto” un centro commerciale naturale.

Tutte le proposte contenute nel nostro progetto (e questa del Borgo del  gusto in particolare), hanno le potenzialità per poter attrarre verso il centro storico di Fidenza parte di quei visitatori  che annualmente frequentano “Fidenza Outlet” e “Fidenza Shopping”, dando l’opportunità ad una platea ampia di poter conoscere meglio ciò che la nostra città ed il suo comprensorio offre.

E’ chiaro, però,  che tutto questo avviene solo se c’è la collaborazione di tutte le forze vitali di Fidenza oltre ad un forte impegno della sua amministrazione.

Il “Borgo del  gusto”  operativamente dovrebbe partire col  coinvolgimento di  quegli agricoltori locali che in questi anni hanno imboccato un percorso di  ritorno ad una agricoltura tradizionale di stagione con l’intento di  implementare i negozi del centro.

E, infine, per chiudere il cerchio, riteniamo che in un’ottica più ampia, nel percorso dei negozi del gusto potrebbe trovar casa anche la cucina etnica.

All’interno dei vari negozi del gusto dovrebbe esserci la possibilità di  fare conferenze e presentazioni dei vari prodotti e magari, in collaborazione con i vari ristoranti della zona, organizzare cene a tema nelle vie di Fidenza con gli stessi prodotti esposti e venduti all’interno dei negozi del gusto.

Ma quali vie del nostro centro storico potrebbero essere coinvolte? Sicuramente via Berenini e via Cavour, le varie piazze e via Gramsci, oltre a tutti quei luoghi che ben si adatterebbero al progetto.

è  chiaro che dinanzi ad un progetto così complesso come questo è auspicabile il coinvolgimento di tutti quei negozi alimentari del centro storico che già operano nel settore del biologico a km 0 o che stanno cominciando a farlo.

Sarebbe, anche, auspicabile il coinvolgimento delle scuole cittadine per inserire all’interno della progettazione scolastica di educazione alimentare anche il nostro percorso che si colloca in un contesto più ampio di valorizzazione del territorio.

E proprio a tal proposito auspichiamo una collaborazione fattiva tra l’Istituto alberghiero di Salsomaggiore Terme e la Facoltà di Alimentazione dell’Università di Parma, . due importanti realtà nell’agro-alimentare.

Tornando al  “Borgo del  gusto”  non possiamo, ovviamente, trascurare è l’aspetto logistico.

Per migliorare l’orientamento del turista  prendendo come punto di partenza la piazza della stazione si potrebbero ipotizzare vari itinerari, segnalati con colori diversi.

A puro titolo esemplificativo  si potrebbero utilizzare questi colori:

ROSSO          (cucina e prodotti locali)

VERDE         (cucina e prodotti dell’Emilia Romagna)

MARRONE  (cucina e prodotti di altre regioni italiane)

GIALLO       (cucina e prodotti etnici)

Il Borgo del  gusto potrà avere successo solo se l’amministrazione  saprà  cogliere l’enorme potenzialità di questo progetto e se si riuscirà a creare una sinergia con le altre iniziative del centro.  Se  così non sarà ogni progetto sarà  destinato al fallimento.

CONCLUSIONI

Questo progetto deve essere solo la base di partenza e ben vengano altre idee che siano in grado di valorizzare Fidenza e il suo comprensorio in un piano che non preveda lo stravolgimento del suo tessuto urbano ma che vada verso la valorizzazione dell’esistente senza costi eccessivi.

Pur non volendo demonizzare la grande distribuzione e l’agricoltura intensiva noi riteniamo che il ritorno ad una agricoltura di stagione e di qualità potrebbe dare prodotti che se venduti all’interno del  Borgo del  gusto contribuirebbero a rivitalizzare il centro storico.

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