Primavera Fidentina

"Il gruppo civico al servizio della gente …"

7 marzo 2017
di Giovanna Galli
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Un consiglio comunale che non s’ha da fare

Stasera era in programma un consiglio comunale straordinario che aveva come unico tema la discussione delle denunce fatte dal Sindaco ai cyber bulli da tastiera che l’avevano offeso e minacciato sul web.

La richiesta era stata presentata da tutti e tre i partiti di opposizione e, per statuto non era possibile disattenderla.

Io  non ho condiviso tale richiesta perché, a mio avviso, si tratta di un  fatto privato che riguardava solo gli interessati. Il Sindaco si è sentito offeso e legittimamente si è rivolto ad un avvocato che ha formalizzato le denunce. Le respo0nsabilità sono, a mio giudizio,  personali e chi ha sbagliato è giusto che paghi senza se e senza ma. Io ho sempre pensato che non è ammissibile che uno si diverta ad  offendere chiunque la pensi diversamente. La critica, la contestazione sono legittime ma augurare malattie o promettere bastonate  non mi pare accettabile.

Aggiungo poi che con la crisi che c’è avrei preferito un consiglio straordinario su temi un po’ più seri.

Detto questo, però, si è andati avanti e il consiglio all’ora prevista ha avuto regolarmente inizio.

Appena dopo l’appello il capogruppo del Pd Marco Gallicani ha chiesto l’applicazione dell’articolo 27 dello Statuto, articolo che prevede la possibilità di uno o più consiglieri di sollevare questioni pregiudiziali in grado di impedire o rinviare la discussione di certi temi.

L’Amministrazione aveva tre modi per affrontare la discussione:  affrontare il dibattito pubblicamente, farlo a porte chiuse o impedirla. Ha scelto la terza che a mio avviso è la peggiore. Capisco che sarebbe stato imbarazzante affrontare il tema alla presenza tra il pubblico di alcune persone direttamente coinvolte. È chiaro che l’aula consiliare non è un’aula del Tribunale  ma si poteva chiedere di farlo a porte chiuse.

In tutti i casi il Pd, a mio parere, prima dell’inizio della seduta consiliare doveva fare un comunicato  in cui spiegare le ragioni di non volere un dibattito pubblico. Chiedere l’applicazione dell’art. 27 a Consiglio iniziato ha dato a tutti l’impressione che si volessero nascondere delle cose  prendendo in giro i presenti.

Ancora una volta spiace dover osservare che si è preferito non spiegare con chiarezza come stavano le cose passando così dalla parte della ragione a quella del torto.

Giovanna Galli

21 gennaio 2017
di Giovanna Galli
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Il dott. Roberto Fiorini ci ha spiegato come avviene in Pronto Soccorso l’accoglienza delle donne che hanno subito violenza.

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne l’Amministrazione ha organizzato un incontro cui ha partecipato il Dott. Roberto Fiorini, Dirigente medico dell’UOC Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza di Fidenza. Sapendo che la sua struttura affronta da anni questo problema in modo sistematico ed organizzato abbiamo approfittato dell’occasione per formulargli alcune domande.

Dottore anche Fidenza non è immune a questa vera e propria piaga che colpisce le donne, oggi come ieri. Noi siamo sempre propensi a pensare che il fenomeno riguardi più che altro gli stranieri. Conferma questo luogo comune?

No, non è così. Dal giugno 2014 al maggio 2015 abbiamo registrato 88 casi di pazienti giunte in Pronto Soccorso riferendo di essere state sottoposte a traumi di vario tipo. Di questi 32 erano donne straniere ma 56 erano italiane. Le straniere erano provenienti da diversi stati: Marocco (10), Tunisia (4), Moldavia (3), Albania (3), Ecuador (2), Russia (2), Turchia (2), Romania (2) insieme a Camerun, Somalia, Colombia e Bulgaria.

L’età media è di 39,6 anni: si va da un minimo di 4 (due bimbe accompagnate da uno dei due genitori che riferivano percosse da parte dell’altro partner) ad un massimo di 84 anni.

La maggior parte di loro si è presentata al Pronto Soccorso nella fascia pomeriggio-sera quando, verosimilmente, dopo l’episodio violento sono riuscite a mettere in sicurezza  i figli.

Ma come avviene la “presa in carico” di queste situazioni?

La difficoltà maggiore sta nel capire cosa è veramente successo perché spesso le interessate non parlano e, anzi, in un primo tempo minimizzano o negano ci sia stata violenza. Quando si presentano al triage parlano di urti, di cadute accidentali ed è solo l’esperienza del personale addetto che permette di riconoscere il tipo di lesione. Dopo anni di osservazione di questi casi abbiamo deciso di approntare una modalità appropriata per affrontare con efficacia e professionalità queste situazioni.

Nell’aprile 2014, dopo una serie di incontri, abbiamo predisposto un’Istruzione operativa sull’accoglienza in Pronto Soccorso delle donne che hanno subito violenza, una specie di vademecum che raccoglieva il frutto della nostra esperienza e che dava a tutti gli operatori una serie di regole da seguire.

Gli aspetti più importanti sono cosi riassumibili: garantire la riservatezza alla donna già nel momento del triage, rispettare l’anonimato se la donna lo richiede, ridurre al minimo l’attesa (in questo periodo, i tempi d’attesa sono stati piuttosto buoni: il 60% delle situazioni sono state prese in carico in meno di un’ora), ospitare la donna in un ambiente riservato al di fuori della sala d’aspetto tutelandola dall’eventuale arrivo del maltrattante. E’ molto importante conquistare la fiducia della donna per acquisire la sua disponibilità a eseguire tutti i passaggi conseguenti.

In questi casi l’aspetto psicologico è fondamentale e la visita va eseguita con la massima attenzione, registrando tutti i particolari, lasciando alla donna anche i momenti di silenzio, segnalando se c’è stata la presenza di minori durante gli episodi di violenza.

Capita spesso che ci sia un’evidente incongruenza tra la versione della vittima e la valutazione del medico. In questo caso occorre dire in modo diretto che si ha il sospetto di violenza e/o maltrattamenti rassicurando la donna che tutto il suo racconto sarà tutelato dal segreto professionale.

Ma come fate se la donna è straniera?

Capirsi bene è importante e nel caso la donna non parli l’italiano si deve attivare un interprete, che non sia il partner od un parente per evitare che il tradotto venga distorto.

Ma sappiamo che ci sono tante culture diverse, la donna viene di solito accompagnata nella visita?

No assolutamente. La visita solitamente avviene con la sola presenza degli operatori sanitari. L’accompagnatore è previsto solo nel caso in cui la vittima sia minorenne.

Nel caso in cui la donna non dichiari apertamente di essere stata vittima di violenza e non ci siano segni visibili ci sono segnali che vi permettano di capire?

Si, con l’esperienza ne abbiamo individuati diversi: l’incoerenza nel modo di raccontare i fatti, il rifiuto di spiegare l’origine delle ferite, la lunga latenza tra il momento dell’episodio e quello della visita, i ripetuti accessi e la frequenza dell’abbandono del Pronto Soccorso prima della visita, la nervosità, i soprassalti, i pianti, l’inquietudine, il disagio, l’imbarazzo, lo sguardo sfuggente, uno stato di confusione, uno stato d’ansia con crisi di panico, depressione e tristezza.

Come vi comportate nel momento della dimissione?

Va prestata la massima attenzione alla predisposizione del referto che deve riportare una descrizione dettagliata e precisa delle dichiarazioni rese dalla vittima in merito alle modalità dell’aggressione e al numero di aggressori. Non va dimenticato che la relazione dovrà essere ben fatta in modo da risultare un valido aiuto per gli organi inquirenti: Magistratura e Polizia giudiziaria.

Nel caso in cui la donna dovesse aver bisogno di essere tutelata è prevista la possibilità di trattenerla in osservazione temporanea.

Qualora le condizioni psicologiche della vittima siano particolarmente vulnerabili occorre chiedere l’intervento di figure specialistiche come psicologi e psichiatri. Occorre, infatti, tener conto che la “gestione” della vittima di violenza, specie se di natura sessuale, costituisce un problema complesso, da affrontare attraverso competenze interdisciplinari. Tale assistenza è peraltro irrinunciabile laddove la vittima dell’abuso sia persona di età minore.

Qualora il problema non sia di natura sanitaria ma sociale a chi vi rivolgete?

Durante le ore diurne feriali possiamo rivolgerci all’assistente sociale del Comune di residenza. Nelle ore notturne e nei festivi c’è la possibilità di rivolgersi telefonicamente, grazie ad una convenzione stipulata con alcuni Comuni, al Centro antiviolenza che garantisce una reperibilità telefonica con la possibilità di collocazione in alloggi temporanei per alcuni giorni. Tale soluzione deve essere necessariamente utilizzata quando c’è bisogno di una sistemazione extraospedaliera della donna e di eventuali minori.

In tutti i casi, comunque, forniamo alla donna materiale informativo del Centro Antiviolenza di Parma e del punto di ascolto di Fidenza.

 

18 gennaio 2017
di Giovanna Galli
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Primavera fidentina fa il bilancio di un anno passato

trasparenzasera

Gennaio è tradizionalmente il  mese in cui fare un  bilancio dell’anno passato.

Anche noi di Primavera Fidentina l’abbiamo fatto.

Tante sono le cose che non ci sono piaciute. Citiamo quelle che riteniamo più importanti.

Mancanza di comunicazione

Questa per noi è sicuramente al primo posto. La nostra amministrazione non informa  sulle scelte che  intende realizzare per la nostra città. Sono anni che protestiamo su questo tema ma non abbiamo visto significativi cambiamenti. Non ci piace la polemica continua  ma qui la critica è d’obbligo. Il sindaco e la sua Giunta decidono e solo dopo aver preso le decisioni le comunicano ai cittadini, prima sulla stampa o il web e solo dopo in consiglio comunale. Abbiamo visto questo su tutte le scelte fatte.  E’ andata così nella vicenda del Solari, nella formazione della Casa della  Salute, nella chiusura dell’Unione Terre Verdiane,  … E tutto fa pensare che andrà così anche per il sottopasso di Via Mascagni, per l’unificazione Fidenza-Salsomaggiore, per l’approvazione del nuovo P.S.C.  E’ evidente che il Sindaco e la sua Giunta non hanno nessuna voglia di confrontarsi coi cittadini.

Atteggiamento questo che spesso indispone provocando reazioni critiche a priori. Siamo convinti che tante volte fornire più informazioni indurrebbe una maggiore collaborazione.

Sempre in tema di comunicazione portiamo ancora l’attenzione sulle riprese in streaming delle sedute del Consiglio comunale:  in diretta funzionano ancora poco e male con continue interruzioni che spesso impediscono  la comprensione del dibattito. L’obiettivo riprende continuamente solo chi ha acceso il microfono ignorando completamente altri interlocutori. E sempre in tema di consiglio comunale ci sono ancora microfoni che non funzionano esattamente come succedeva anni fa.

Casa della salute

Non condividiamo la scelta fatta. Non si è formata una vera e propria Casa della Salute ma si è in sostanza  utilizzata una  sperimentazione  di Medicina di gruppo. La legge prevede che i servizi sanitari vengano concentrati in un’unica sede mentre in questo caso le sedi saranno addirittura tre.  Non ci interessano le polemiche sulla scelta della sede, il Sindaco ha la libertà di individuarne una ma deve farlo nel pieno rispetto della normativa. E con questo non intendiamo farne una questione di  denominazione ma di sostanza dei servizi resi ai cittadini.

Unione Terre Verdiane

Noi siamo stati sempre fortemente contrari alla chiusura di questo ente:  abbiamo auspicato un autentico risanamento dei conti evitando però la riduzione dei servizi resi ai cittadini. L’Unione che racchiudeva quasi tutti i comuni del distretto di Fidenza cambierà completamente volto. Tutti i comuni hanno deliberato di fuoriuscire dall’ente che rimarrà formato solo da Fidenza e Salsomaggiore  che prenderanno in carico alcuni dei servizi più importanti. Noi siamo in attesa di capire cosa succederà, quanti saranno i debiti e quali saranno i vantaggi derivanti dal fatto di rimanere. Speriamo che il Sindaco ci spieghi compiutamente come andranno i fatti.

Festività natalizie

Dispiace dover rimarcare che nel periodo in questione abbiamo assistito al nulla per il centro storico. Pazienza per il triste alberello ma non c’è stata una manifestazione seppur minima di portare la gente in centro. Dopo il  risultato tutto sommato positivo della Fiera di San Donnino ci si aspettava qualche iniziativa per rianimare la nostra città. I negozi erano poco frequentati e non ci si può nascondere dietro la crisi perché in altre città le cose non sono andate così.

Approvazione del nuovo PSC

Dopo la fase di progettazione, iniziata sotto l’Amministrazione Cantini e sulla quale si può essere più o meno d’accordo, non si capisce perché non si inizi a discuterne insieme. Su questo strumento dal quale dipenderà lo sviluppo della nostra città nei prossimi anni  c‘è bisogno del consenso dei nostri concittadini e non può essere imposto.

Rischio sismico

Questo è certamente il tema a cui siamo più legati e sul quale non abbiamo ricevuto risposte adeguate. Abbiamo scritto una  lettera al Sindaco (pubblicata anche dalla Gazzetta di Parma) in cui oltre a chiedere di conoscere il livello di sicurezza degli edifici pubblici di Fidenza abbiamo invitato il Sindaco a farsi promotore di uno sportello tecnico per aiutare i cittadini che desiderano mettere a norma le loro case. In merito al secondo punto insieme a Rete civica abbiamo sottoscritto un’interrogazione a cui il Sindaco, seppur negativamente, ha risposto. A proposito però del primo punto non ci è stata fornita nessuna risposta e non sappiamo il livello di rischio dei nostri edifici pubblici.

Potremmo continuare a citare tanti altri temi ma ci fermiamo qui con la speranza che sulle scelte che si andranno a fare ci sia la disponibilità a discuterne insieme.

Primavera fidentina

Giovanna Galli

2 dicembre 2016
di Giovanna Galli
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La mozione contro il “bullismo digitale” e la violenza sul web è passata con solo i voti della maggioranza

Le offese, le minacce,  pubblicate sul web non ci  piacciono, sono indici di un clima orrendo.  Quello che succede a Fidenza  non è molto diverso da quello che succede nel resto del paese.

Grande responsabilità ce l’ha soprattutto la politica che usa toni troppe volte sopra le righe offendendo e denigrando l’avversario, mancandogli spesso di rispetto.

Anche in televisione e sui media si  usa un linguaggio esagerato ed esasperato che avvelena il clima e che induce alla violenza.  Riteniamo che questo sia molto grave soprattutto per il pessimo esempio che diamo ai giovani che troppe volte sono vittime di bullismo. E’ chiaro che la a politica dovrebbe fermarsi un attimo e darsi un codice di comportamento

Le diversità di opinione in un dibattito dovrebbero rappresentare una ricchezza al dialogo mentre ora suscitano reazioni fuori misura, più da stadio che da confronto politico.

I recenti commenti scritti via web in occasione della visita a Fidenza hanno confermato un andazzo che conoscevamo già e che in quella occasione si è fatto più forte.

Nel corso del Consiglio comunale il capogruppo del Pd Marco Gallicani ha presentato un’interrogazione poi trasformata in mozione.

Sarebbe stato bello che su un tema così importante si fossero superati gli steccati politici e si fosse trovato un accordo unanime. Peccato,  si è persa un’occasione. La  mozione è passata solo con i voti della maggioranza.

                                                                  Giovanna Galli

 

26 novembre 2016
di Giovanna Galli
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Una seduta straordinaria sulla violenza contro le donne

Il 25 novembre ’16 è la giornata mondiale istituita dall’Onu nel 1999, per l’eliminazione della  violenza contro le donne, una piaga sociale che non accenna a diminuire e che colpisce indipendentemente dalle culture, dalle religioni e dal livello socio-economico.

In Italia sono circa 7 milioni le  donne che hanno subito violenza, violenza certamente psicologica ma che spesso è stata anche fisica e sessuale.

Il Consiglio comunale di Fidenza ha  dedicato a questo tema  una seduta straordinaria che si è tenuta alle ore 18 del  24 novembre ’16 nel ridotto del Teatro Magnani.

Pubblico purtroppo poco numeroso ma, fatto ancor più grave, con pochissimi  consiglieri comunali presenti.

Il Presidente del consiglio Amedeo Tosi ha spiegato le ragioni che hanno portato alla convocazione di una seduta monotematica sul tema della violenza contro le donne.

L’assessore Alessia Frangipane ha ricordato le strutture esistenti a Fidenza: il Punto di Ascolto gestito dal Centro antiviolenza di Parma, il Servizio Reperibilità e Pronta accoglienza,  il servizio sociale territoriale Asp, oltre al tavolo distrettuale dei Piani di Zona su questo tema e all’attività di formazione nelle scuole. Interessanti i dati relativi all’accesso a tali servizi.

Il momento clou della serata è stato l’ascolto della testimonianza di due professionisti dell’Azienda Usl di Parma: Carla Verrotti di Pianella, responsabile del Progetto Salute Donna e dello sportello Liberiamoci dalla Violenza e Roberto Fiorini, dirigente medico del Pronto Soccorso di Vaio che da anni studia questi casi. Nelle due relazioni sono stati forniti molti dati che meritano uno spazio dedicato a parte e sulle quali torneremo a breve.

Particolarmente apprezzabile l’intervento di   Luca Pollastri (Rete Civica Fidenza), che si è interrogato soprattutto come “uomo” e in modo assolutamente non retorico ha invitato gli uomini ad “immischiarsi” in questo tema che non può essere ricordato in un solo giorno dell’anno. Ha invitato a non fermarsi alle esteriorità ma a fare ognuno la propria parte indipendentemente dal ruolo che si interpreta nella vita.

Stimolante l’intervento della Prof. Emilia Caronna, delegata dal Rettore dell’Università di Parma per iniziative per studenti disabili e per le fasce deboli, storica cofondatrice del Centro Antiviolenza di Parma. Se si pensa che un terzo della popolazione femminile  ha subito violenza ci si rende conto che il lavoro che resta da fare è ancora tanto.

Lucia Mirti,, esperta Pd sulla questione femminile, ha posto l’attenzione su alcuni segni positivi che si cominciano a intravedere: a Parma un gruppo di uomini ha deciso di scendere in piazza insieme alle donne per assumersi le proprie responsabilità e per far sentire la loro presenza e la loro vicinanza alle donne.

Le conclusioni sono state fatte dal Sindaco che ha posto il problema di come e cosa fare per combattere questa piaga sociale.

Per completezza abbiamo chiesto di mandarci un loro contributo anche alle consigliere  Francesca Gambarini (F.I) e  Angela Amoruso (M5S) che erano presenti all’incontro.

18 novembre 2016
di Giovanna Galli
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Amedeo Tosi richiama la politica al suo ruolo e chiede maggiore rispetto delle diverse posizioni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Amedeo Tosi sulle polemiche seguite alla presenza  del Presidente del Governo Renzi all’inaugurazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Vaio e della pubblicazione su Facebook di offese e minacce contro di lui e contro il Sindaco di Fidenza Andrea Massari. 

Martedì 8 novembre la città di Fidenza ha avuto l’onore della visita del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi.

Un evento che ci riempie di orgoglio e che dovrebbe essere apprezzato da ogni cittadino che guarda a questa visita con i giusti occhi che legano le Istituzioni ai Cittadini in un legame di rispetto dei ruoli e dell’importanza fondamentale che entrambi ricoprono nella nostra democrazia.

Non si ricorda a memoria d’uomo una visita del Presidente del Consiglio dei Ministri in carica a Fidenza.

Visita inoltre avvenuta nel luogo, dal punto di vista sociale, più importante e sentito del nostro territorio: l’Ospedale di Vaio che rappresenta con orgoglio un eccellenza riconosciuta che in tanti oggi ci invidiano.

Purtroppo e con rammarico ho constato che dopo questa visita sono iniziate da parte di alcuni cittadini una campagna di accuse e insulti sui social networknei confronti sia del  Presidente del Consiglio che del Sindaco che vanno condannati fermamente e che ci devono a mio avviso far riflettere. La stessa considerazione vale ovviamente sempre e comunque nei confronti di ogni persona oggetto delle medesime offese.

A maggior ragione per il duplice ruolo che ricopriamo: cittadini e  rappresentanti delle istituzioni.

La città di Fidenza ed i suoi abitanti hanno una storia millenaria che guarda al rispetto delle persone e alla costruzione di rapporti tra culture e civiltà diverse anche in presenza di contrapposizione di interessi. In questo senso la nostra cultura ci porta a costruire ponti e non muri; insulti; minacce.

I luoghi del confronto politico a distanza, dalla tastiera, senza regole e senza limiti, come sono i social network non ci aiutano a costruire, ad iniziare fra di noi, quelle basi del dialogo che partendo dalle idee, dal confronto e dalla volontà di guardare al bene comune consentono ad una comunità di pensare e realizzare al meglio il suo futuro.

E’ nostro compito portare il confronto, i progetti, le idee e la visione di futuro sia nelle istituzioni che nel confronto constante con i cittadini. Per questo siamo stati eletti. Anche per questo stiamo tutti assieme valutando maggioranza e opposizione un aggiornamento delle regole per fornire strumenti nuovi e più in linea con i tempi.

Pertanto dobbiamo essere consapevoli del nostro ruoloe del fatto che siamo guardati e osservati da parte dei cittadini e conseguentemente giudicati in un meccanismo di fiducia e guida che va sempre coltivato avendo chiaro che non possiamo mai calpestare i valori fondanti che lo supportano ad iniziare dal rispetto e dal riconoscimento reciproco.

Non inseguiamo il principio arcaico: “l’uomo è lupo dell’uomo” ma il principio evangelico “dell’uomo fratello dell’uomo”.

Fidenza, 16 novembre 2016

Amedeo Tosi

Presidente Consiglio Comunale

19 ottobre 2016
di Giovanna Galli
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Primavera Fidentina non da nessuna indicazione di voto

A  poche settimane dal Referendum Costituzionale il mondo politico è in pieno fermento.

La campagna elettorale è molto accesa specialmente  dopo la discesa in campo del Presidente del Consiglio Renzi.

Tutti i  partiti e movimenti si sono schierati per il Sì  o per  il No.

Molte persone ci hanno chiesto quale sarà il nostro voto: chi per sfida e chi per pura curiosità.

Ancora una volta noi di Primavera Fidentina ci teniamo ad esprimere la nostra posizione di assoluta neutralità.

Siamo una lista civica costituita da persone che si sono messe insieme solo per affrontare i problemi della nostra città e che a livello politico extra comunale hanno orientamenti tutti diversi.

Ogni componente del gruppo è libero di schierarsi per chi vuole ma lo farà solo a titolo personale . Il gruppo non parteggerà né per l’uno né per l’altro ed eviterà di affrontare temi che richiedano scelte in tal senso.

                        Primavera Fidentina

                             Francesco Aimi

17 ottobre 2016
di Giovanna Galli
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Peccato! Fidenza non avrà la sua Casa della Salute

Sono mesi che seguiamo con interesse e preoccupazione la sorte della Casa della Salute.

Ormai la situazione è chiara: Fidenza non  avrà la sua Casa della salute. Lo abbiamo capito dalle parole pronunciate dal nostro sindaco nella seduta del consiglio comunale del 26 settembre riportate poi sulla Gazzetta di Parma del 7 ottobre 2016.

Rispondendo ad una più che condivisibile interrogazione della capogruppo di Forza Italia Francesca Gambarini  Massari ha dichiarato che la Casa della Salute si farà in Via Bacchini, nei locali messi a disposizione  dal Gruppo “Nuova condivisione medica”  (associazione composta da 9 medici di medicina generale) e da “Pediagroup Fidenza” costituita da 3 medici pediatri.

E’ definitivamente tramontata l’idea di farla nell’ex sede del distretto di Fidenza. Era una vecchia proposta dell’Amministrazione Cantini che allora non è andata in porto per l’opposizione del gruppo Pd. Oggi tale proposta continua ad essere sostenuta da Rete Civica Fidenza e da Forza Italia.

Noi non abbiamo intenzione di entrare nel merito della collocazione urbana, una sede vale l’altra. Detto questo, però, ci uniamo alle critiche sostenute dalle minoranze in Consiglio perché riteniamo inadeguata la scelta fatta. In via Bacchini c’è un’Associazione di medici ma questo non è sufficiente per chiamarla Casa della Salute. E questo non per una banale questione formale, di termini utilizzati ma per una questione sostanziale. E proprio a tal proposito non condividiamo la risposta del Sindaco laddove ha affermato che il fatto di avere nel territorio l’Ospedale di Vaio consenta di avere una Casa della Salute più piccola. I criteri non sono dati a caso ma vengono dettati dalla delibera della Giunta regionale n. 291 del 2010.

La Casa della Salute non è un’appendice dell’ospedale, entrambi svolgono funzioni molto diverse.

“La Casa della salute è da intendersi come la sede pubblica dove trovano allocazione, in uno stesso spazio fisico, i servizi territoriali che erogano prestazioni sanitarie, ivi compresi gli ambulatori di Medicina Generale e Specialistica ambulatoriale, e sociali per una determinata e programmata porzione di popolazione. In essa si realizza la prevenzione per tutto l’arco della vita e la comunità locale si organizza per la promozione della salute e del ben-essere sociale.”

La delibera sopra citata oltre a stabilire che per un comune con una popolazione compresa tra i 20.000 e 30.000 abitanti la Casa della Salute dovrà essere di medie dimensioni declina anche l’elenco dei servizi che dovrà offrire:  si va dai medici di Medicina generale, ai pediatri, ai punti prelievo, ai Cup, alle vaccinazioni, al coordinamento dell’assistenza domiciliare e tanti altri.

L’unica prerogativa è che tutto dovrà essere allocato in una sede fisica unica e questo a Fidenza non succede in quanto si utilizzano almeno tre sedi diverse.

“L’istituzione della Casa della salute ha come principale obiettivo quello di favorire , attraverso la contiguità spaziale dei servizi e degli operatori, la unitarietà e l’integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie, principi fondamentali, affermati esplicitamente dalla legge n. 229/’99 e dalla legge n. 328/2000, ma finora scarsamente applicati. …“

Nulla da dire coi medici della rete che da anni operano in Via Bacchini con impegno e professionalità ma riteniamo che Fidenza possa pretendere di più. La Casa della salute non è la Medicina di gruppo e dispiace che il Sindaco non creda a questa cosa e abbia in un certo senso rinunciato ad esercitare il suo ruolo di committente nei confronti dell’azienda sanitaria.

                               Primavera Fidentina

                                  Giovanna Galli

14 settembre 2016
di Giovanna Galli
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Rischio sismico – Primavera Fidentina chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio informazioni sulla situazione della città

Fidenza, 13 settembre 2016

Al  Sig.  Sindaco del Comune di Fidenza

Al. Sig.  Presidente del Consiglio comunale

di Fidenza

 

Oggetto: rischio sismico – richiesta di informazioni.

 

Il terremoto del 24 agosto che ha colpito l’Italia centrale ci ha drammaticamente fatto riflettere sulla sismicità del nostro paese.

La scienza, purtroppo, non è riuscita ancora a fare esatte previsioni e l’unico modo che abbiamo per evitare la perdita di vite umane è quello di agire sulle abitazioni e sulle infrastrutture rendendole antisismiche. Garantire la sicurezza degli edifici deve essere il nostro principale obiettivo. Oggi non è più tollerabile che una scossa del VI° grado della scala Richter rada al suolo interi paesi provocando centinaia di morti.

In momenti come questo il nostro primo pensiero è andato ai nostri cari, alla nostra città e ci si è domandati com’è la situazione reale.

Noi di Primavera Fidentina non siamo presenti in Consiglio comunale e non possiamo intervenire con interrogazioni o interpellanze. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere a Voi che rappresentate ufficialmente Fidenza per porvi quelle semplici domande che ogni cittadino vorrebbe farvi.

In primis chiediamo se nel piano di emergenza che sicuramente avete predisposto si sono riscontrate situazioni critiche. Sappiamo che non siamo all’anno zero e che molte cose sono state fatte anche nelle precedenti amministrazioni ma  vorremmo avere rassicurazioni sulla situazione attuale.

Tenendo conto che le verifiche degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali competono all’amministrazione pubblica chiediamo qual è lo stato dell’arte:  dell’ospedale, delle case protette, dei vari enti pubblici, delle caserme dei Carabinieri, della Polizia, dei Vigili del Fuoco, delle infrastrutture (centrale elettrica, acquedotto, ponti, strade, …  Non dimentichiamo, poi, gli edifici con prevalenza rilevante che hanno obbligo di verifica come le scuole, gli asili, gli uffici pubblici, le banche, il teatro, il cinema, le sale civiche, …

E’ chiaro, però, che ci preoccupa molto anche la situazione delle nostre case. Siamo consci che in questo caso l’onere della verifica sismica compete solo ai proprietari degli immobili e che il comune non ha oneri particolari. Ciò premesso, però, non nascondiamo al proposito la nostra preoccupazione: le verifiche sono molto costose e nel periodo di crisi economica in cui viviamo, in cui mancano risorse addirittura per curarsi, riteniamo sia poco probabile che i cittadini si assumano l’onere delle verifiche.

Consapevoli di trovarci in un ambito di diritto privato chiediamo al Sindaco se può essere ipotizzabile un intervento dell’amministrazione pubblica per andare incontro ai cittadini che desiderano effettuare le verifiche.

Noi non abbiamo soluzioni in tasca, le modalità sono tutte da inventare. Ad esempio il Sindaco,  che lo ricordiamo, è il responsabile della Protezione civile per il nostro Comune, potrebbe predisporre l’apertura di uno sportello informativo ad hoc per i cittadini. Oppure, al fine di calmierare i prezzi che sono altissimi, potrebbe rendersi disponibile a promuovere la formazione di un cartello di ditte specializzate a cui affidare a pagamento, a prezzi ragionevoli,  le verifiche.

Questa seconda proposta potrebbe avere una valenza doppia: da una parte andare  incontro ai cittadini che desiderano fare le verifiche antisismiche della propria casa ed eventualmente metterla in sicurezza e dall’altra contribuire a dare un notevole impulso all’attività economica del nostro territorio.

Temiamo che per tale progetto potrebbero sorgere problemi normativi e per questo siamo disponibili anche ad altre soluzioni che vadano, però, nella stessa direzione.

Confidiamo nella Vostra disponibilità e rimanendo in attesa di una vostra cortese risposta  porgiamo i nostri più cordiali saluti.

                                    Giovanna Galli

Primavera fidentina

 

14 settembre 2016
di Giovanna Galli
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Rischio sismico – Primavera Fidentina chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio informazioni sulla situazione attuale

Fidenza, 13 settembre 2016

Al  Sig.  Sindaco del Comune di Fidenza

Al. Sig.  Presidente del Consiglio comunale

di Fidenza

 

Oggetto: rischio sismico – richiesta di informazioni.

 

Il terremoto del 24 agosto che ha colpito l’Italia centrale ci ha drammaticamente fatto riflettere sulla sismicità del nostro paese.

La scienza, purtroppo, non è riuscita ancora a fare esatte previsioni e l’unico modo che abbiamo per evitare la perdita di vite umane è quello di agire sulle abitazioni e sulle infrastrutture rendendole antisismiche. Garantire la sicurezza degli edifici deve essere il nostro principale obiettivo. Oggi non è più tollerabile che una scossa del VI° grado della scala Richter rada al suolo interi paesi provocando centinaia di morti.

In momenti come questo il nostro primo pensiero è andato ai nostri cari, alla nostra città e ci si è domandati com’è la situazione reale.

Noi di Primavera Fidentina non siamo presenti in Consiglio comunale e non possiamo intervenire con interrogazioni o interpellanze. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere a Voi che rappresentate ufficialmente Fidenza per porvi quelle semplici domande che ogni cittadino vorrebbe farvi.

In primis chiediamo se nel piano di emergenza che sicuramente avete predisposto si sono riscontrate situazioni critiche. Sappiamo che non siamo all’anno zero e che molte cose sono state fatte anche nelle precedenti amministrazioni ma  vorremmo avere rassicurazioni sulla situazione attuale.

Tenendo conto che le verifiche degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali competono all’amministrazione pubblica chiediamo qual è lo stato dell’arte:  dell’ospedale, delle case protette, dei vari enti pubblici, delle caserme dei Carabinieri, della Polizia, dei Vigili del Fuoco, delle infrastrutture (centrale elettrica, acquedotto, ponti, strade, …  Non dimentichiamo, poi, gli edifici con prevalenza rilevante che hanno obbligo di verifica come le scuole, gli asili, gli uffici pubblici, le banche, il teatro, il cinema, le sale civiche, …

E’ chiaro, però, che ci preoccupa molto anche la situazione delle nostre case. Siamo consci che in questo caso l’onere della verifica sismica compete solo ai proprietari degli immobili e che il comune non ha oneri particolari. Ciò premesso, però, non nascondiamo al proposito la nostra preoccupazione: le verifiche sono molto costose e nel periodo di crisi economica in cui viviamo, in cui mancano risorse addirittura per curarsi, riteniamo sia poco probabile che i cittadini si assumano l’onere delle verifiche.

Consapevoli di trovarci in un ambito di diritto privato chiediamo al Sindaco se può essere ipotizzabile un intervento dell’amministrazione pubblica per andare incontro ai cittadini che desiderano effettuare le verifiche.

Noi non abbiamo soluzioni in tasca, le modalità sono tutte da inventare. Ad esempio il Sindaco,  che lo ricordiamo, è il responsabile della Protezione civile per il nostro Comune, potrebbe predisporre l’apertura di uno sportello informativo ad hoc per i cittadini. Oppure, al fine di calmierare i prezzi che sono altissimi, potrebbe rendersi disponibile a promuovere la formazione di un cartello di ditte specializzate a cui affidare a pagamento, a prezzi ragionevoli,  le verifiche.

Questa seconda proposta potrebbe avere una valenza doppia: da una parte andare  incontro ai cittadini che desiderano fare le verifiche antisismiche della propria casa ed eventualmente metterla in sicurezza e dall’altra contribuire a dare un notevole impulso all’attività economica del nostro territorio.

Temiamo che per tale progetto potrebbero sorgere problemi normativi e per questo siamo disponibili anche ad altre soluzioni che vadano, però, nella stessa direzione.

Confidiamo nella Vostra disponibilità e rimanendo in attesa di una vostra cortese risposta  porgiamo i nostri più cordiali saluti.

                                    Giovanna Galli

Primavera fidentina