Primavera Fidentina

"Il gruppo civico al servizio della gente …"

28 ottobre 2017
di Giovanna Galli
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Progetto di rivitalizzazione del centro storico – Percorso culturale

Per percorso culturale intendiamo un itinerario che si snoda tra  edifici e spazi situati  lungo le vie del centro storico della nostra città in cui potrebbero trovare posto le più svariate forme d’arte come la danza, la pittura, la letteratura, la musica e tutta una serie di attività culturali in genere da sviluppare sia a livello amatoriale che  professionale, rivitalizzando così in maniera intelligente il cuore stesso di Fidenza.

Proprio per la sua complessità  (nel percorso culturale sono previsti anche alcuni musei) esso non si dovrebbe sviluppare in un unica soluzione  ma andrebbe diluito nel tempo sviluppando in primis  quelle parti di più facile realizzazione e rinviando quelle più complesse ad un secondo momento.

Il  percorso culturale dovrebbe snodarsi nel centro storico dove si potrebbero svolgere eventi culturali e feste temporanee e all’interno degli edifici pubblici posti lungo le vie e le piazze interessate anche eventi permanenti come mostre, musei od eventi culturali che adesso andremo ad analizzare uno ad uno.

I NEGOZI CULTURALI

All’interno del percorso culturale una parte molto importante verrebbe svolta  dai negozi culturali che altro non sono che una serie di locali attualmente sfitti che potrebbero essere utilizzati per mostre, convegni ed esposizioni temporanee allestite dalle varie associazioni di Fidenza e del suo comprensorio .

All’interno di tali negozi oltre allo spazio espositivo  dovrebbe essere  previsto uno spazio per conferenze con la possibilità per fotografi e cineoperatori di filmare o fare servizi, da inserire in rete ed in tutti i sistemi di divulgazione creando così pure un sistema pubblicitario in grado eventualmente di attrarre verso Fidenza turisti   provenienti da altri paesi come quelli che frequentano “Fidenza Outlet” e  “Fidenza shopping”.

I negozi culturali dovrebbero snodarsi  lungo le vie del centro storico in sinergia con altre due iniziative parallele come il Borgo del gusto ed i negozi della Via Francigena.

COLLEGIO DEI GESUITI

Se i negozi culturali in fondo sono spazi dedicati a conferenze ed esposizione temporanee vi sono degli edifici come il Palazzo dei Gesuiti che all’interno del percorso culturale sono adatti invece ad ospitare tutta una serie di eventi e manifestazioni a carattere permanente.

Il Collegio dei Gesuiti, assieme alla chiesa Gran Madre di Dio, è stato edificato  come unico complesso monumentale verso la fine del XVII° secolo dall’ordine ecclesiastico dei Gesuiti.

La  chiesa è rimasta inutilizzata per un lungo periodo e solo dagli anni venti del secolo scorso è tornata  a ricoprire il ruolo di luogo di culto.

La parte conventuale, dopo essere stata abbandonata dal medesimo ordine agli inizi dell’ottocento per volere napoleonico, nel corso degli anni è stata utilizzata per molteplici funzioni socio sanitarie .

Oggigiorno,  però,  le condizioni dell’edificio non sembrano idonee ad ospitare tali attività  e sono in corso diversi trasferimenti. I vani che si verrebbero così a liberare, adeguatamente ristrutturati,  potrebbero essere utilizzati a scopo culturale.

Tra le tante ipotesi che verranno fatte noi riteniamo che l’edificio, al primo piano,  potrebbe  ospitare la sede operativa ed amministrativa dell’Associazione europea della Via Francigena che in tal modo potrebbe disporre dello spazio che sicuramente merita per la sua alta  valenza culturale.

Accanto a questa, sempre al primo piano, si potrebbe ipotizzare la collocazione di un secondo ufficio turistico  (il primo rimarrebbe sempre in Piazza Duomo) dove il turista di passaggio potrebbe trovare tutte le informazioni utili sui luoghi da visitare, come punto di partenza per eventuali tour  cittadini guidati e come punto informativo per i servizi alla persona.

Sempre al primo piano si potrebbe creare anche un ostello del pellegrino che  pur rimanendo di proprietà pubblica potrebbe essere gestito da un privato. Il  turista dovrebbe poter pernottare pagando una modica cifra.

Al primo piano e nel seminterrato potrebbero essere sviluppate delle attività culturali come la biblioteca comunale che trasferita dal Palazzo delle Orsoline (che verrebbe usato come polo museale ) avrebbe a disposizione uno  spazio maggiore che potrebbe essere riempito dai libri degli scrittori fidentini nonché dai libri storici del comune di Fidenza.

Ma il vero fiore all’occhiello dell’intero edificio dovrebbe essere la realizzazione di  botteghe culturali nelle stanze che,  una volta sistemate, dovrebbero offrire ai fidentini degli spazi dove sviluppare le loro passioni artistiche (musica, danza, pittura,  cinema …) lasciando pure la possibilità di fare conferenze e manifestazioni  nonché corsi formativi.

Tale edificio  potrebbe essere utilizzato anche per altrettante attività importanti come ad esempio: la sede di tutte le associazioni di volontariato e culturali cittadine oppure la sede della Casa dei Servizi oppure della Casa della salute…

Certo è che se venisse usato a fini culturali il palazzo diventerebbe un importante punto di riferimento delle arti per la città.

CHIESA  DI  SAN MICHELE

Oltrepassando il Palazzo dei Gesuiti e dirigendosi verso Piazza Garibaldi ma rimanendo  sempre lungo via Berenini si incontra la vecchia chiesa di San  Michele.

L’edificio di culto, costruito nel XVI° secolo, venne eretto sulle spoglie di una precedente chiesa del 1300 costruita dai ghibellini della città in prossimità della porta orientale di Fidenza (allora Borgo San Donnino) quando questo era cinta da mura .

La bella chiesa in stile bramantesco,  sconsacrata dagli anni venti del XX°  secolo, viene attualmente utilizzata per esposizioni temporanee di vario genere. L’edificio potrebbe, comunque, essere   maggiormente valorizzato ospitando oltre alle iniziative che già si fanno anche  spettacoli di musica classica, di prosa e di lettura su poemi dell’età antica oppure, vista la grande valenza che ha per Fidenza la via Francigena anche poemi cavallereschi del Medioevo e del Rinascimento .

TEATRO MAGNANI

Proseguendo verso il centro uno dei punti più importanti dell’intero percorso culturale è rappresentato dal Teatro Magnani. Classico esempio di teatro ottocentesco per bellezza e pregio  rappresenta,  dopo la Cattedrale,  il secondo monumento cittadino, tanto che per la sua  somiglianza con il più noto teatro alla Scala di Milano in passato venne scelto per le sue scene d’interno .

Essendo uno dei pochi teatri ottocenteschi al mondo a possedere ancora la camera acustica lo si potrebbe valorizzare maggiormente facendolo diventare il perno su cui far ruotare tutto il progetto del percorso culturale, sia quello a breve termine che a quello a lungo termine, svolgendo al suo interno tutta una serie di spettacoli complessi e di una certa entità come la musica classica e lirica, le commedie teatrali e la prosa, le tragedie greche e il balletto classico nonché i concerti coristici .

A nostro parere per coordinare in modo organico ed efficace l’intero comparto dovrebbe essere nominato un Coordinatore artistico eletto dal comitato organizzatore di fiere ed eventi.

Accanto a questo,  seppur di più difficile attuazione,  vedremmo bene un  direttore artistico che  in accordo con il comitato culturale della città, potrebbe cercare la collaborazione con qualche teatro più rinomato per allestire spettacoli di primo ordine a costi più contenuti e per valorizzare ancor di più le compagnie teatrali del posto, ospitando proprio tra le mura del nostro teatro corsi professionali di teatro.

CHIESA  SAN GIORGIO

La chiesa di San Giorgio è un edificio storico di Fidenza che risale alla fine del 1600, inserito nel quadro del tessuto urbano che vide la nostra città sino alla soglia dell’età napoleonica essere un fiorente centro monastico.

L’edificio religioso posto nelle vicinanze di Piazza Gioberti dopo essere stato sconsacrato e chiuso per molti anni è stato ristrutturato circa quindici anni fa per essere utilizzato come lo è oggi a scopo culturale.

Anche questo come la chiesa di San Michele potrebbe essere usato per spettacoli classici di piccola entità .

PALAZZO CREMONINI E TORRE MEDIOEVALE

All’ interno del palazzo Cremonini  si trova l’ufficio turistico di Fidenza.

Questo edificio,  posto in Piazza Duomo,  lo si potrebbe potenziare maggiormente collocando al suo interno punti internet dove il turista o il semplice cittadino si potrebbero  collegare in rete con il mondo intero per svolgere ricerche su tutto ciò che concerne la via Francigena oltre che usarlo come punto di partenza per visite guidata alla cattedrale e agli altri monumenti della città.

Adiacente al palazzo  si trova la Torre Medioevale,  ultimo baluardo delle antiche mura cittadine di cui la torre svolgeva il ruolo di porta occidentale.

Al suo interno si potrebbero svolgere tutta una serie di iniziative culturali incentrate sulla storia di Fidenza e naturalmente sulla via Francigena.

PROGETTI A MEDIO TERMINE

Oltre alle voci appena elencate nel capitolo precedente, il percorso culturale si compone pure di alcune iniziative che per la loro complessità richiedono una maggiore attenzione se si vuole che si integrino alla perfezione con la parte di programma a breve termine.

POLO MUSEALE DELLE ORSOLINE

L’ex Convento delle Orsoline venne edificato agli inizi del XVIII secolo dalle suore orsoline dinanzi alla cinquecentesca chiesa di S. Michele

Come altri palazzi e chiese della nostra città nel corso degli anni l’edificio cambiò più volte destinazione d’uso tanto che ora non viene più usato come convento ma è sede della Biblioteca, di un paio di musei oltre che di alcuni appartamenti e dell’associazione culturale della Famiglia fidentina.

Partendo quindi da questo punto con una riorganizzazione logistica che prevede  il trasferimento della sede dell’associazione Famiglia Fidentina e della biblioteca comunale nel vicino palazzo dei gesuiti si potrebbe trasformare il Palazzo delle Orsoline in un polo museale dove ai già presenti musei della Paleontologia e del Risorgimento se ne potrebbero affiancare altri come quelli dei pittori ed artisti fidentini,  della musica  e della filatelica ma soprattutto quello che dovrebbe diventare un vero fiore all’occhiello dell’intero complesso:  il museo storico di Fidenza e del suo comprensorio.  In esso verrebbero esposti reperti dalla preistoria umana al medioevo compreso,  reperti attualmente ospitati negli scantinati del museo archeologico  nazionale di Parma.

Data l’ampia disponibilità di spazi si potrebbero creare altri musei quali ad esempio  esposizioni di:  caricature e disegni o di arte del vetro, tutti argomenti comunque che caratterizzano fortemente il nostro territorio .

A corollario di ciò poi  vi  sono anche due ambienti che, pur non avendo funzione espositive vere e proprie, consentirebbero di svolgere comunque attività attinenti a quelle svolte nel museo.

Il primo è  l’Auditorium che dovrebbe essere usato come sala conferenze e per tutta una serie di attività inerenti al polo museale.

Il secondo è la Corte interna che dovrebbe essere una vera piazza culturale, che potrebbe essere usata per spettacoli estivi  (come lo è adesso) e se completata con un bar interno posto nel piccolo edificio  nel cortile interno potrebbe fungere da polo catalizzatore per la parte orientale della città.

A queste attività se ne potrebbe  aggiungere un’altra:  quella di prevedere oltre a  un punto vendita dei  biglietti anche un piccolo negozio dove vendere riviste e supporti audiovisivi.

è chiaro, comunque, che vista la complessità della cosa va prevista,  come nel caso del Teatro Magnani l’individuazione di un responsabile museale che in accordo con il comitato culturale cittadino coordini l’intera attività museale così come avviene per altri musei italiani e stranieri.

CHIESA EX ORATORIO DON BOSCO

L’ex oratorio Don Bosco da poco venduto dalla diocesi ad un ente privato, nell’intenzione dello stesso dovrebbe diventare un palazzo di pregio dove dovrebbero trovare posto alcuni appartamenti.

Ricordiamo, però, che al suo interno si trova una chiesetta che come le chiese sconsacrate di San Michele e San Giorgio, una volta ristrutturata, potrebbe essere utilizzata per eventi culturali a basso impatto acustico

CINEMA CRISTALLO

Seppur all’interno dell’intero progetto del percorso culturale il Cinema Cristallo trova la sua collocazione nel capitolo delle opere da realizzare  a lungo termine.

La sua trasformazione ad auditorium sarebbe un tassello importantissimo dell’offerta culturale che la nostra città potrebbe dare se nel corso degli anni si riuscisse a realizzare in toto tutto il percorso culturale.

L’edificio di proprietà della curia cittadina per svariati anni svolse il ruolo di sala cinematografica ma da quando è stato chiuso pare che la proprietà sia intenzionata a venderlo. Per evitare che ciò avvenga  (quasi sicuramente lo comprerebbe un impresario per costruirci l’ ennesimo inutile palazzo)  il comune, in accordo con la diocesi, potrebbe trasformarlo in un auditorium  per ospitare tutta una serie di spettacoli musicali e teatrali che per svariati motivi non troverebbero posto  nel Teatro Magnani.

Oltre a questo poi, vista la mancanza di un vero e proprio cinema a Fidenza, lo si potrebbe recuperare come sala cinematografica normale oppure come cineforum dove possono essere proiettati film particolari ed impegnati che non trovano molto spazio  nei cinema multisala che sono molto di voga in questo momento .

Se  l’amministrazione e la diocesi avessero il coraggio di sviluppare tale idea per la nostra città sarebbe un notevole potenziamento della proposta culturale che Fidenza potrebbe offrire al territorio.

 PALAZZO ARZAGHI

L’ultimo punto da prendere in considerazione del percorso culturale è il palazzo Arzaghi.

L’edificio costruito come palazzo gentilizio nel 1500 attualmente è di proprietà di una società privata di cui sembra che non sappia cosa farsene .

Andando a presentare un buon progetto articolato un comune lungimirante potrebbe andare a reperire fondi per acquistare l’edificio che deve essere restaurato perché in condizioni pessime.

Una volta fatto questo si potrebbe trasformare il palazzo in un punto ricettivo e divulgativo della via Francigena  oppure come museo del pellegrino, andando così a chiudere in maniera adeguata l’intero percorso culturale cittadino

23 ottobre 2017
di Giovanna Galli
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Progetto di rivitalizzazione del centro storico – Il Borgo dei sapori

IL BORGO DEI SAPORI

PREMESSA

La nostra città si trova nel bel mezzo di un territorio costellato da una serie di aziende medio -piccole che operano nei più diversi settori dell’economia (da quello tecnologico alla meccanica,  dalla chimica all’elettronica passando per i servizi fino ad arrivare al tessile).

Nessuno di loro,  però,  pur essendo importante per lo sviluppo economico della città  ha caratterizzato così significativamente il nostro territorio come quello dell’agroalimentare e tutto ciò che gli ruota attorno.

A Fidenza e nel suo comprensorio  di 13 comuni vi operano una miriade di aziende agricole che producono materie prime (ortofrutticole,  casearie e carni da macello),  che attraverso una sapiente tradizione millenaria di lavorazione e trasformazione danno vita a prodotti agricoli (prosciutto crudo, parmigiano reggiano, culatello) che sono conosciuti nel mondo come delle vere e proprie eccellenze italiane.

Oggi, però, in conseguenza del perdurare della crisi economica mondiale scoppiata nel 2008 e del crollo del prezzo del prodotto agricolo operato dalle multinazionali dell’alimentare, la stragrande maggioranza di queste aziende  sta lavorando in perdita.

In questi anni sono, comunque, tante quelle che, nel tentativo di uscire dalla crisi, pur con mille difficoltà, hanno intrapreso un processo di trasformazione che le ha portate ad abbandonare un tipo di agricoltura intensiva per un agricoltura biologica a km 0.

Per il consumatore questo ha comportato una riduzione della filiera alimentare con il conseguente ritorno ad un agricoltura di stagione. Si tratta di un percorso che predilige la qualità alla quantità, a  differenza di quello richiesto dall’industria che mira al massimo profitto.

Il ritorno ad una agricoltura di stagione ha premiato le aziende agricole che hanno saputo trasformarsi che oltre ad un certo miglioramento della loro situazione economica hanno creato  nuove opportunità lavorative per giovani e meno giovani, cosa  che in tempi come questi è sicuramente un fattore positivo per tutto il territorio.

IL BORGO DEI SAPORI

Oltre all’agricoltura e al mondo del lavoro anche le attività commerciali del centro storico di Fidenza hanno fortemente risentito della crisi economica globale di questi anni. Le vie e le piazze del centro cittadino sono sempre meno frequentate con la conseguente  riduzione dei guadagni.

Una situazione che pare non migliori di molto neppure in occasione di fiere ed eventi quando aumentano le presenze.

Continuare a lamentarsi e basta è inutile, è solo un fasciarsi la testa di fronte al problema,   continuare a dare la colpa della crisi del commercio locale al moltiplicarsi dei supermercati (che  sono effettivamente troppi) e ai più rinomati “Fidenza outlet” e “Fidenza shopping” non serve, è solo un modo di piangersi addosso.

È indispensabile fare un cambio di passo. Preso atto che queste realtà ormai ci sono e che attirano molta gente fuori dal centro urbano ragionando   in un ottica più strategica potrebbero  trasformarsi in  un’opportunità per  far arrivare a Fidenza parte di questi visitatori.

Se vogliamo che le persone nel loro tempo libero possano sviluppare la passione per la nostra città, accanto al percorso culturale della via Francigena si potrebbe dar vita a quello che potremmo chiamare “Il Borgo del  gusto”.

Per realizzarlo non è necessario stravolgere il centro storico ma si potrebbero occupare alcuni dei vani commerciali vuoti.  In questo modo le vie diventerebbero più attraenti per gli eventuali visitatori che oltre ai nostri monumenti potrebbero conoscere i negozi del gusto dove trovare cibi buoni e genuini prodotti dalle nostre terre.

A questo punto ci pare giusto ricordare che Fidenza, fin dalla sua fondazione avvenuta ad opera dei Romani agli inizi del II° secolo a.c.  (175 – 170 a.c.) , ebbe una spiccata impronta commerciale che nel corso dei secoli la trasformò  in un prosperoso piccolo centro urbano.

Tale caratteristica   la si può riscontrare  anche oggi osservando  la conformazione degli edifici delle vie del centro dove nei piani superiori troviamo locazioni ad uso civile a cui fanno da contraltare vani commerciali nel piano terra andando così  a formare “di fatto” un centro commerciale naturale.

Tutte le proposte contenute nel nostro progetto (e questa del Borgo del  gusto in particolare), hanno le potenzialità per poter attrarre verso il centro storico di Fidenza parte di quei visitatori  che annualmente frequentano “Fidenza Outlet” e “Fidenza Shopping”, dando l’opportunità ad una platea ampia di poter conoscere meglio ciò che la nostra città ed il suo comprensorio offre.

E’ chiaro, però,  che tutto questo avviene solo se c’è la collaborazione di tutte le forze vitali di Fidenza oltre ad un forte impegno della sua amministrazione.

Il “Borgo del  gusto”  operativamente dovrebbe partire col  coinvolgimento di  quegli agricoltori locali che in questi anni hanno imboccato un percorso di  ritorno ad una agricoltura tradizionale di stagione con l’intento di  implementare i negozi del centro.

E, infine, per chiudere il cerchio, riteniamo che in un’ottica più ampia, nel percorso dei negozi del gusto potrebbe trovar casa anche la cucina etnica.

All’interno dei vari negozi del gusto dovrebbe esserci la possibilità di  fare conferenze e presentazioni dei vari prodotti e magari, in collaborazione con i vari ristoranti della zona, organizzare cene a tema nelle vie di Fidenza con gli stessi prodotti esposti e venduti all’interno dei negozi del gusto.

Ma quali vie del nostro centro storico potrebbero essere coinvolte? Sicuramente via Berenini e via Cavour, le varie piazze e via Gramsci, oltre a tutti quei luoghi che ben si adatterebbero al progetto.

è  chiaro che dinanzi ad un progetto così complesso come questo è auspicabile il coinvolgimento di tutti quei negozi alimentari del centro storico che già operano nel settore del biologico a km 0 o che stanno cominciando a farlo.

Sarebbe, anche, auspicabile il coinvolgimento delle scuole cittadine per inserire all’interno della progettazione scolastica di educazione alimentare anche il nostro percorso che si colloca in un contesto più ampio di valorizzazione del territorio.

E proprio a tal proposito auspichiamo una collaborazione fattiva tra l’Istituto alberghiero di Salsomaggiore Terme e la Facoltà di Alimentazione dell’Università di Parma, . due importanti realtà nell’agro-alimentare.

Tornando al  “Borgo del  gusto”  non possiamo, ovviamente, trascurare è l’aspetto logistico.

Per migliorare l’orientamento del turista  prendendo come punto di partenza la piazza della stazione si potrebbero ipotizzare vari itinerari, segnalati con colori diversi.

A puro titolo esemplificativo  si potrebbero utilizzare questi colori:

ROSSO          (cucina e prodotti locali)

VERDE         (cucina e prodotti dell’Emilia Romagna)

MARRONE  (cucina e prodotti di altre regioni italiane)

GIALLO       (cucina e prodotti etnici)

Il Borgo del  gusto potrà avere successo solo se l’amministrazione  saprà  cogliere l’enorme potenzialità di questo progetto e se si riuscirà a creare una sinergia con le altre iniziative del centro.  Se  così non sarà ogni progetto sarà  destinato al fallimento.

CONCLUSIONI

Questo progetto deve essere solo la base di partenza e ben vengano altre idee che siano in grado di valorizzare Fidenza e il suo comprensorio in un piano che non preveda lo stravolgimento del suo tessuto urbano ma che vada verso la valorizzazione dell’esistente senza costi eccessivi.

Pur non volendo demonizzare la grande distribuzione e l’agricoltura intensiva noi riteniamo che il ritorno ad una agricoltura di stagione e di qualità potrebbe dare prodotti che se venduti all’interno del  Borgo del  gusto contribuirebbero a rivitalizzare il centro storico.

15 ottobre 2017
di Giovanna Galli
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I partiti non vogliono discutere il nostro documento sul centro storico in consiglio comunale. Perché? Non ci è dato di saperlo.

Il 22 giugno nel corso di un incontro pubblico all’ex Macello abbiamo presentato il nostro documento sul recupero del centro storico.

Si tratta di un progetto piuttosto impegnativo su cui stiamo lavorando da mesi e che abbiamo presentato a diverse persone che ci hanno incoraggiato a continuare.

All’ inizio di luglio abbiamo scritto al Sindaco e al presidente del Consiglio comunale Tosi  per chiedere ai capigruppo di poter presentare il documento nel corso di una seduta del consiglio.

La cosa che più dispiace in questa circostanza è il prendere atto  del menefreghismo dei  nostri amministratori:  la domanda è stata protocollata  nei primi giorni di luglio ed è stata analizzata nella prima settimana di settembre.  Da alcuni dei presenti abbiamo appreso che la nostra richiesta è stata analizzata e respinta ma a più di un mese nessuno si è preso la briga di dirci ufficialmente le decisioni prese. Avevamo già contattato diversi assessori e consiglieri e tutti sembravano interessati. Stanchi delle continue polemiche che ogni giorno  riempiono le pagine dei quotidiani abbiamo deciso di impegnarci su un progetto unificante, lontano dalla politica delle divisioni di  partito.

Sinceramente speravamo in una risposta che ci spiegasse le ragioni del rifiuto a parlarne. Il silenzio del Sindaco non ci ha meravigliati  più di tanto perché lui è apparso da subito poco interessato, per lui Fidenza è soprattutto quella collocata nella zona attorno all’autostrada.

Ci ha invece deluso il presidente del consiglio Tosi perché l’avevamo contattato in via anticipata e ci aveva fornito le indicazioni sul come fare la domanda ai capigruppo e ci aveva incoraggiato a continuare.

È,   comunque triste vedere come vengono trattati i cittadini che dimostrano di aver voglia di fare.

Noi, comunque, non ci arrenderemo, continueremo la nostra opera e creeremo gruppi di lavoro sui vari temi.

Al fine di fornire ai cittadini interessati le opportune informazioni pubblicheremo il documento integrale.

Chi fosse interessato a collaborare potrà contattarci all’indirizzo mail info@primaverafidentina.it oppure tramite la nostra pagina su Facebook o tramite twitter.

Primavera Fidentina

Giovanna Galli

26 giugno 2017
di Giovanna Galli
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Primavera fidentina ha gettato un seme per la rivitalizzazione del centro storico e chiederà un consiglio comunale straordinario

Il centro storico di Fidenza è spento, la crisi  si è fatta sentire anche nella nostra città, le attività economiche sono ancora in difficoltà e tanti negozi sono stati costretti a chiudere  i battenti.

Il gruppo civico Primavera Fidentina  ritiene però che non sia giusto continuare a piangersi addosso perché la nostra città ha le risorse per potercela fare: ha insediamenti agricoli e punti di ristorazione di valore,  edifici e monumenti artistici importanti oltre ad essere un’importante tappa della Via Francigena.

L’unico modo per riuscire a contrastare il declino è quello di mettere a sistema queste risorse  facendo in modo che tutto funzioni in sincronia.

Il gruppo, che da mesi sta lavorando attorno a questi temi, ha presentato  pubblicamente un  progetto che sviluppa una breve analisi della situazione e  suggerisce alcune proposte. Tutto è da ritenersi una bozza di lavoro perché l’unico modo per far ripartire il  nostro centro storico è poter contare sulla collaborazione dei cittadini. Per ottenere un risultato dobbiamo lavorare tutti insieme, indipendentemente dalle diverse idee politiche. Il gruppo, consapevole di questo, ha fatto un appello affinché altri si uniscano al progetto  per attivare tavoli di lavoro, aperti ai contributi di tutti in una vera e propria democrazia partecipata.

 

Lo scorso giovedì 22 giugno nei locali dell’ex Macello, davanti ad un pubblico attento e interessato, abbiamo sintetizzato i punti salienti del progetto: il Borgo del gusto, la Cultura, il Turismo e la Via Francigena, le Manifestazioni e  il Commercio. Abbiamo evidenziato, però,  anche le carenze quali: la mancanza di proposte che coinvolgano il volontariato e soprattutto l’assenza di un discorso relativo all’urbanistica del centro. Sono pagine che andranno costruite insieme ai cittadini che si renderanno disponibili a collaborare.

Molto gradita è stata la presenza dell’Amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Andrea Massari, dall’Assessore Maria Pia Bariggi e dal Presidente del Consiglio Comunale Amedeo Tosi. Tutti hanno espresso un  giudizio positivo sull’iniziativa di Primavera fidentina in quanto è apprezzabile  trovare un gruppo di persone che  con tenacia si sono  incontrate per pensare alla città.

Giudizio positivo per  l’iniziativa è stato espresso anche dall’ex Assessore ai Servizi sociali  Marilena Pinazzini di Rete civica che ha invitato a non demordere ma a continuare a cercare il consenso dei cittadini. Ha, inoltre, sottolineato il fatto che questo progetto è in un certo senso complementare a quello che stanno portando avanti nel suo gruppo in cui stanno affrontando  il tema dell’urbanizzazione e della partecipazione.

Anche per Ambrogio Ponzi è da ritenersi lodevole il tentativo fatto anche se, a suo parere, il progetto va condensato. Fidenza culturalmente è assai povera perché non coltiva di sé memoria e storia e se si esclude il Duomo non presenta altre occasioni di interesse primario rispetto ad altre città.

Il dibattito che ne è seguito è stato particolarmente partecipato e  interessante e ha offerto importanti spunti di riflessione.

Questo incontro è stato solo il punto di partenza di un progetto che deve coinvolgere buona parte della città. Solo se tutte le forze economiche, politiche e sociali si metteranno insieme si potrà riuscire.

Di fatto si è gettato un seme per la rivitalizzazione del centro storico e per valutarne la consistenza si è deciso di chiedere la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario. Servirà a dare una veste ufficiale al progetto e sarà l’occasione per verificarne la fattibilità.

17 giugno 2017
di Giovanna Galli
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Rivitalizzare il centro storico: tutti insieme si può

Il nostro gruppo è da tempo impegnato nella messa a punto di un progetto senz’altro ambizioso: la rivitalizzazione del centro storico.
La nostra Amministrazione ha spesso gli occhi rivolti verso la zona attorno al casello autostradale, zona ricca, in continua espansione, sede di centri commerciali importanti capaci di richiamare milioni di visitatori provenienti da fuori.
Non vogliamo perderci in inutili polemiche ma vogliamo spostare l’attenzione sul centro storico, il cuore della nostra città.
Nonostante gli sforzi che vengono fatti Fidenza è senz’altro una città in crisi: vendite scarse, negozi sfitti e pochi posti di lavoro.
Anche qui la crisi economica è pesante e non si vedono miglioramenti significativi in particolare nel commercio e nell’artigianato.
Ci siamo interrogati sul da farsi. Abbiamo capito che come gruppo civico, peraltro non rappresentato in Consiglio comunale, abbiamo di fatto poche chances e la polemica continua sinceramente non ci interessa. A nostro avviso c’è un solo modo per ottenere un risultato ed è quello di lavorare tutti insieme, indipendentemente dalle diverse idee politiche. E il nostro gruppo, al proposito, proprio per come è formato sembra avere le carte in regola per farlo. Ed è proprio per questo che all’inizio non abbiamo voluto coinvolgere i partiti.
Dopo aver avvicinato un centinaio di persone, in una sorta di “porta a porta”, abbiamo deciso che sia arrivato il momento di confrontarci pubblicamente per verificare se il progetto verrà condiviso dai nostri concittadini.
Abbiamo organizzato un incontro pubblico per il 22 giugno p.v. alle ore 21.00 presso l’ex Macello. In quella occasione dopo una breve presentazione del progetto, integrato dalle tante proposte che ci sono pervenute, lasceremo spazio al dibattito che speriamo sia vivace e partecipato.
Abbiamo invitato l’amministrazione, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, le associazioni di volontariato e tanti cittadini che hanno espresso interesse per il progetto.
Noi auspichiamo che l’incontro pubblico del 22 diventi il punto di partenza di un progetto che coinvolga tutta la città. Solo se tutte le forze economiche, politiche e sociali si metteranno insieme ci si potrà riuscire.
Siamo consapevoli che il periodo non è dei migliori, molti sono già in vacanza e in estate non viene nessuna voglia di partecipare ad assemblee pubbliche. Abbiamo deciso di rischiare e confidiamo nella presenza di tanti.
Smettiamola di continuare a lamentarci e mettiamoci a lavorare tutti insieme.
Giovanna Galli

25 marzo 2017
di Giovanna Galli
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Primavera Fidentina sta lavorando ad un progetto di rivitalizzazione del centro storico e chiede la collaborazione di tutti

Sono mesi che stiamo lavorando attorno ad un progetto di rivitalizzazione del centro storico.

L’idea ci è venuta osservando la nostra città che ci sembra sempre più spenta, rassegnata alla grave crisi economica che investe da anni il mondo occidentale: l’economia non gira, il commercio è in difficoltà, tanti negozi chiudono e il centro si spopola trasformandosi in una sorta di città dormitorio.

Molti attribuiscono la responsabilità di tutto questo all’esistenza di grandi centri commerciali come l’Outlet e Fidenza Shopping e anziché contrastare questa tendenza si lasciano andare senza reagire.

Noi siamo  convinti che non abbia alcun senso opporsi a questi cambiamenti, i piccoli paesi come il nostro non hanno alcuna possibilità di opporsi a queste trasformazioni. Occorre invertire la rotta e trasformare le problematicità  in opportunità. Outlet e Fidenza Shopping per esempio attirano migliaia di persone e riuscire ad intercettarne una seppur minima percentuale di visitatori  sarebbe un grosso risultato.

Noi abbiamo fatto alcune riflessioni. L’economia va nella direzione delle  grandi società imprenditoriali e le sole forze locali non  hanno l’energia per  invertire la rotta. Saremmo folli se pensassimo di riuscire a frenare questo trend.

Detto questo, però, pensiamo che non sarebbe  giusto rinunciare e abbiamo pensato ad un progetto per rivitalizzare il centro storico, centro storico  che deve essere il cuore pulsante della città.

Stanchi del continuo battibeccare tra la maggioranza e l’opposizione ci siamo tirati su le maniche e ci siamo messi a lavorare attorno a questo progetto con l’obbiettivo di lavorare “per” e non “contro”.

Noi pensiamo che c’è solo un modo per riuscire ed è quello di far sì che tutte le componenti della società si mettano ad agire tutte insieme in modo coordinato. Un’agricoltura sana con prodotti non contaminati dalla chimica, con allevamenti alimentati come si faceva una volta. Una ristorazione di qualità inserita in un contesto urbano rispettoso delle bellezze monumentali che abbiamo. Un’attività culturale viva, in grado di valorizzare la città.

Siamo consapevoli di voler mettere in atto un progetto ambizioso. Sarà  un’impresa molto complessa che potrà riuscire solo se tutte le forze economiche, politiche e sociali collaboreranno.

Le associazioni di categoria devono essere collaborative e disposte a lavorare insieme, i partiti politici devono essere capaci di rinunciare ai propri personalismi e disposti a lavorare per il bene della città.

L’amministrazione  comunale dovrebbe essere il punto di coordinamento delle attività,

Un ruolo importante dovrà essere svolto dalle tante associazioni di volontariato presenti in città

Servono idee, passione e impegno collettivo.

Noi non abbiamo la pretesa   di dire cose straordinarie anche perché  Fidenza oggi non è al punto zero e molte cose sono state fatte.

Noi desideriamo solo portare il nostro modesto contributo convinti come siamo che sia importante poter contare sul contributo di tutti. Vogliamo confrontare le nostre idee con tutte le forze politiche e sociali del territorio per verificarne la validità.

Abbiamo consegnato il nostro documento a tante persone  che ci hanno fatto l’onore di leggerlo e di inviarci i loro contributi.

Si tratta di un documento che è ancora in bozza, che ogni giorno può arricchirsi con il contributo di tutti.  Abbiamo già contattato un centinaio di concittadini ma abbiamo intenzione a continuare il nostro impegno di ascolto..

A breve organizzeremo un incontro pubblico in cui spiegare il nostro progetto. La nostra intenzione è quella di organizzare tavoli di lavoro, laboratori di idee. Ci sarà spazio per tutti: associazioni culturali, sportive, di volontariato.

È chiaro che le nostre sono solo proposte, una serie di idee da offrire alla nostra città, convinti come siamo che un buon progetto oltre a migliorare il benessere della società ha ottime possibilità di apportare ricadute economiche positive per Fidenza ed il suo comprensorio.

Primavera Fidentina

20 marzo 2017
di Giovanna Galli
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Primavera Fidentina ringrazia il vescovo Mons. Carlo Mazza per il suo operato nella Diocesi fidentina

E’ di questi giorni la notizia che  Papa Francesco ha nominato il 35° vescovo di Fidenza. Sarà Don Ovidio Vezzoli, appartenente alla Diocesi di Brescia.

Lo ha comunicato lo scorso 17 marzo l’attuale vescovo Monsignore Carlo Mazza nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel Palazzo Vescovile di Fidenza.

L’insediamento del nuovo vescovo avverrà a metà luglio e nel frattempo toccherà al vescovo attuale, nominato Amministratore apostolico della chiesa di Fidenza,  garantire il governo della Diocesi locale.

Ci congratuliamo per la nuova nomina, siamo convinti che Don Vezzoli saprà guidare magistralmente la nostra Diocesi  ma, nel frattempo, desideriamo  esprimere a Mons. Carlo Mazza tutta la nostra gratitudine per il grande lavoro svolto.

Recentemente si è reso disponibile ad ascoltarci e ci ha ricevuto in vescovado dimostrando di possedere un’ottima conoscenza del territorio accompagnata da un’autentica visione lungimirante .

Parlare con lui è stato davvero utile e piacevole e lo ringraziamo per la disponibilità dimostrata.

7 marzo 2017
di Giovanna Galli
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Un consiglio comunale che non s’ha da fare

Stasera era in programma un consiglio comunale straordinario che aveva come unico tema la discussione delle denunce fatte dal Sindaco ai cyber bulli da tastiera che l’avevano offeso e minacciato sul web.

La richiesta era stata presentata da tutti e tre i partiti di opposizione e, per statuto non era possibile disattenderla.

Io  non ho condiviso tale richiesta perché, a mio avviso, si tratta di un  fatto privato che riguardava solo gli interessati. Il Sindaco si è sentito offeso e legittimamente si è rivolto ad un avvocato che ha formalizzato le denunce. Le respo0nsabilità sono, a mio giudizio,  personali e chi ha sbagliato è giusto che paghi senza se e senza ma. Io ho sempre pensato che non è ammissibile che uno si diverta ad  offendere chiunque la pensi diversamente. La critica, la contestazione sono legittime ma augurare malattie o promettere bastonate  non mi pare accettabile.

Aggiungo poi che con la crisi che c’è avrei preferito un consiglio straordinario su temi un po’ più seri.

Detto questo, però, si è andati avanti e il consiglio all’ora prevista ha avuto regolarmente inizio.

Appena dopo l’appello il capogruppo del Pd Marco Gallicani ha chiesto l’applicazione dell’articolo 27 dello Statuto, articolo che prevede la possibilità di uno o più consiglieri di sollevare questioni pregiudiziali in grado di impedire o rinviare la discussione di certi temi.

L’Amministrazione aveva tre modi per affrontare la discussione:  affrontare il dibattito pubblicamente, farlo a porte chiuse o impedirla. Ha scelto la terza che a mio avviso è la peggiore. Capisco che sarebbe stato imbarazzante affrontare il tema alla presenza tra il pubblico di alcune persone direttamente coinvolte. È chiaro che l’aula consiliare non è un’aula del Tribunale  ma si poteva chiedere di farlo a porte chiuse.

In tutti i casi il Pd, a mio parere, prima dell’inizio della seduta consiliare doveva fare un comunicato  in cui spiegare le ragioni di non volere un dibattito pubblico. Chiedere l’applicazione dell’art. 27 a Consiglio iniziato ha dato a tutti l’impressione che si volessero nascondere delle cose  prendendo in giro i presenti.

Ancora una volta spiace dover osservare che si è preferito non spiegare con chiarezza come stavano le cose passando così dalla parte della ragione a quella del torto.

Giovanna Galli

21 gennaio 2017
di Giovanna Galli
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Il dott. Roberto Fiorini ci ha spiegato come avviene in Pronto Soccorso l’accoglienza delle donne che hanno subito violenza.

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne l’Amministrazione ha organizzato un incontro cui ha partecipato il Dott. Roberto Fiorini, Dirigente medico dell’UOC Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza di Fidenza. Sapendo che la sua struttura affronta da anni questo problema in modo sistematico ed organizzato abbiamo approfittato dell’occasione per formulargli alcune domande.

Dottore anche Fidenza non è immune a questa vera e propria piaga che colpisce le donne, oggi come ieri. Noi siamo sempre propensi a pensare che il fenomeno riguardi più che altro gli stranieri. Conferma questo luogo comune?

No, non è così. Dal giugno 2014 al maggio 2015 abbiamo registrato 88 casi di pazienti giunte in Pronto Soccorso riferendo di essere state sottoposte a traumi di vario tipo. Di questi 32 erano donne straniere ma 56 erano italiane. Le straniere erano provenienti da diversi stati: Marocco (10), Tunisia (4), Moldavia (3), Albania (3), Ecuador (2), Russia (2), Turchia (2), Romania (2) insieme a Camerun, Somalia, Colombia e Bulgaria.

L’età media è di 39,6 anni: si va da un minimo di 4 (due bimbe accompagnate da uno dei due genitori che riferivano percosse da parte dell’altro partner) ad un massimo di 84 anni.

La maggior parte di loro si è presentata al Pronto Soccorso nella fascia pomeriggio-sera quando, verosimilmente, dopo l’episodio violento sono riuscite a mettere in sicurezza  i figli.

Ma come avviene la “presa in carico” di queste situazioni?

La difficoltà maggiore sta nel capire cosa è veramente successo perché spesso le interessate non parlano e, anzi, in un primo tempo minimizzano o negano ci sia stata violenza. Quando si presentano al triage parlano di urti, di cadute accidentali ed è solo l’esperienza del personale addetto che permette di riconoscere il tipo di lesione. Dopo anni di osservazione di questi casi abbiamo deciso di approntare una modalità appropriata per affrontare con efficacia e professionalità queste situazioni.

Nell’aprile 2014, dopo una serie di incontri, abbiamo predisposto un’Istruzione operativa sull’accoglienza in Pronto Soccorso delle donne che hanno subito violenza, una specie di vademecum che raccoglieva il frutto della nostra esperienza e che dava a tutti gli operatori una serie di regole da seguire.

Gli aspetti più importanti sono cosi riassumibili: garantire la riservatezza alla donna già nel momento del triage, rispettare l’anonimato se la donna lo richiede, ridurre al minimo l’attesa (in questo periodo, i tempi d’attesa sono stati piuttosto buoni: il 60% delle situazioni sono state prese in carico in meno di un’ora), ospitare la donna in un ambiente riservato al di fuori della sala d’aspetto tutelandola dall’eventuale arrivo del maltrattante. E’ molto importante conquistare la fiducia della donna per acquisire la sua disponibilità a eseguire tutti i passaggi conseguenti.

In questi casi l’aspetto psicologico è fondamentale e la visita va eseguita con la massima attenzione, registrando tutti i particolari, lasciando alla donna anche i momenti di silenzio, segnalando se c’è stata la presenza di minori durante gli episodi di violenza.

Capita spesso che ci sia un’evidente incongruenza tra la versione della vittima e la valutazione del medico. In questo caso occorre dire in modo diretto che si ha il sospetto di violenza e/o maltrattamenti rassicurando la donna che tutto il suo racconto sarà tutelato dal segreto professionale.

Ma come fate se la donna è straniera?

Capirsi bene è importante e nel caso la donna non parli l’italiano si deve attivare un interprete, che non sia il partner od un parente per evitare che il tradotto venga distorto.

Ma sappiamo che ci sono tante culture diverse, la donna viene di solito accompagnata nella visita?

No assolutamente. La visita solitamente avviene con la sola presenza degli operatori sanitari. L’accompagnatore è previsto solo nel caso in cui la vittima sia minorenne.

Nel caso in cui la donna non dichiari apertamente di essere stata vittima di violenza e non ci siano segni visibili ci sono segnali che vi permettano di capire?

Si, con l’esperienza ne abbiamo individuati diversi: l’incoerenza nel modo di raccontare i fatti, il rifiuto di spiegare l’origine delle ferite, la lunga latenza tra il momento dell’episodio e quello della visita, i ripetuti accessi e la frequenza dell’abbandono del Pronto Soccorso prima della visita, la nervosità, i soprassalti, i pianti, l’inquietudine, il disagio, l’imbarazzo, lo sguardo sfuggente, uno stato di confusione, uno stato d’ansia con crisi di panico, depressione e tristezza.

Come vi comportate nel momento della dimissione?

Va prestata la massima attenzione alla predisposizione del referto che deve riportare una descrizione dettagliata e precisa delle dichiarazioni rese dalla vittima in merito alle modalità dell’aggressione e al numero di aggressori. Non va dimenticato che la relazione dovrà essere ben fatta in modo da risultare un valido aiuto per gli organi inquirenti: Magistratura e Polizia giudiziaria.

Nel caso in cui la donna dovesse aver bisogno di essere tutelata è prevista la possibilità di trattenerla in osservazione temporanea.

Qualora le condizioni psicologiche della vittima siano particolarmente vulnerabili occorre chiedere l’intervento di figure specialistiche come psicologi e psichiatri. Occorre, infatti, tener conto che la “gestione” della vittima di violenza, specie se di natura sessuale, costituisce un problema complesso, da affrontare attraverso competenze interdisciplinari. Tale assistenza è peraltro irrinunciabile laddove la vittima dell’abuso sia persona di età minore.

Qualora il problema non sia di natura sanitaria ma sociale a chi vi rivolgete?

Durante le ore diurne feriali possiamo rivolgerci all’assistente sociale del Comune di residenza. Nelle ore notturne e nei festivi c’è la possibilità di rivolgersi telefonicamente, grazie ad una convenzione stipulata con alcuni Comuni, al Centro antiviolenza che garantisce una reperibilità telefonica con la possibilità di collocazione in alloggi temporanei per alcuni giorni. Tale soluzione deve essere necessariamente utilizzata quando c’è bisogno di una sistemazione extraospedaliera della donna e di eventuali minori.

In tutti i casi, comunque, forniamo alla donna materiale informativo del Centro Antiviolenza di Parma e del punto di ascolto di Fidenza.

 

18 gennaio 2017
di Giovanna Galli
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Primavera fidentina fa il bilancio di un anno passato

trasparenzasera

Gennaio è tradizionalmente il  mese in cui fare un  bilancio dell’anno passato.

Anche noi di Primavera Fidentina l’abbiamo fatto.

Tante sono le cose che non ci sono piaciute. Citiamo quelle che riteniamo più importanti.

Mancanza di comunicazione

Questa per noi è sicuramente al primo posto. La nostra amministrazione non informa  sulle scelte che  intende realizzare per la nostra città. Sono anni che protestiamo su questo tema ma non abbiamo visto significativi cambiamenti. Non ci piace la polemica continua  ma qui la critica è d’obbligo. Il sindaco e la sua Giunta decidono e solo dopo aver preso le decisioni le comunicano ai cittadini, prima sulla stampa o il web e solo dopo in consiglio comunale. Abbiamo visto questo su tutte le scelte fatte.  E’ andata così nella vicenda del Solari, nella formazione della Casa della  Salute, nella chiusura dell’Unione Terre Verdiane,  … E tutto fa pensare che andrà così anche per il sottopasso di Via Mascagni, per l’unificazione Fidenza-Salsomaggiore, per l’approvazione del nuovo P.S.C.  E’ evidente che il Sindaco e la sua Giunta non hanno nessuna voglia di confrontarsi coi cittadini.

Atteggiamento questo che spesso indispone provocando reazioni critiche a priori. Siamo convinti che tante volte fornire più informazioni indurrebbe una maggiore collaborazione.

Sempre in tema di comunicazione portiamo ancora l’attenzione sulle riprese in streaming delle sedute del Consiglio comunale:  in diretta funzionano ancora poco e male con continue interruzioni che spesso impediscono  la comprensione del dibattito. L’obiettivo riprende continuamente solo chi ha acceso il microfono ignorando completamente altri interlocutori. E sempre in tema di consiglio comunale ci sono ancora microfoni che non funzionano esattamente come succedeva anni fa.

Casa della salute

Non condividiamo la scelta fatta. Non si è formata una vera e propria Casa della Salute ma si è in sostanza  utilizzata una  sperimentazione  di Medicina di gruppo. La legge prevede che i servizi sanitari vengano concentrati in un’unica sede mentre in questo caso le sedi saranno addirittura tre.  Non ci interessano le polemiche sulla scelta della sede, il Sindaco ha la libertà di individuarne una ma deve farlo nel pieno rispetto della normativa. E con questo non intendiamo farne una questione di  denominazione ma di sostanza dei servizi resi ai cittadini.

Unione Terre Verdiane

Noi siamo stati sempre fortemente contrari alla chiusura di questo ente:  abbiamo auspicato un autentico risanamento dei conti evitando però la riduzione dei servizi resi ai cittadini. L’Unione che racchiudeva quasi tutti i comuni del distretto di Fidenza cambierà completamente volto. Tutti i comuni hanno deliberato di fuoriuscire dall’ente che rimarrà formato solo da Fidenza e Salsomaggiore  che prenderanno in carico alcuni dei servizi più importanti. Noi siamo in attesa di capire cosa succederà, quanti saranno i debiti e quali saranno i vantaggi derivanti dal fatto di rimanere. Speriamo che il Sindaco ci spieghi compiutamente come andranno i fatti.

Festività natalizie

Dispiace dover rimarcare che nel periodo in questione abbiamo assistito al nulla per il centro storico. Pazienza per il triste alberello ma non c’è stata una manifestazione seppur minima di portare la gente in centro. Dopo il  risultato tutto sommato positivo della Fiera di San Donnino ci si aspettava qualche iniziativa per rianimare la nostra città. I negozi erano poco frequentati e non ci si può nascondere dietro la crisi perché in altre città le cose non sono andate così.

Approvazione del nuovo PSC

Dopo la fase di progettazione, iniziata sotto l’Amministrazione Cantini e sulla quale si può essere più o meno d’accordo, non si capisce perché non si inizi a discuterne insieme. Su questo strumento dal quale dipenderà lo sviluppo della nostra città nei prossimi anni  c‘è bisogno del consenso dei nostri concittadini e non può essere imposto.

Rischio sismico

Questo è certamente il tema a cui siamo più legati e sul quale non abbiamo ricevuto risposte adeguate. Abbiamo scritto una  lettera al Sindaco (pubblicata anche dalla Gazzetta di Parma) in cui oltre a chiedere di conoscere il livello di sicurezza degli edifici pubblici di Fidenza abbiamo invitato il Sindaco a farsi promotore di uno sportello tecnico per aiutare i cittadini che desiderano mettere a norma le loro case. In merito al secondo punto insieme a Rete civica abbiamo sottoscritto un’interrogazione a cui il Sindaco, seppur negativamente, ha risposto. A proposito però del primo punto non ci è stata fornita nessuna risposta e non sappiamo il livello di rischio dei nostri edifici pubblici.

Potremmo continuare a citare tanti altri temi ma ci fermiamo qui con la speranza che sulle scelte che si andranno a fare ci sia la disponibilità a discuterne insieme.

Primavera fidentina

Giovanna Galli